Mesalazina a vita ed effetti collaterali
La mesalazina è uno dei farmaci più utilizzati nella gestione della colite ulcerosa e, in alcuni casi selezionati, del morbo di Crohn. Viene spesso prescritta come terapia di mantenimento per ridurre il rischio di recidive e mantenere la remissione clinica nel tempo.
Una delle domande più frequenti riguarda la durata della terapia: la mesalazina deve essere assunta a vita? Inoltre, molti pazienti si chiedono se la mesalazina possa provocare effetti collaterali significativi nel lungo periodo.
In questo articolo analizziamo cosa dicono le evidenze cliniche aggiornate, quando la terapia può essere prolungata nel tempo e in quali casi è necessario monitorare eventuali rischi.
Una delle domande più frequenti riguarda la durata della terapia: la mesalazina deve essere assunta a vita? Inoltre, molti pazienti si chiedono se la mesalazina possa provocare effetti collaterali significativi nel lungo periodo.
In questo articolo analizziamo cosa dicono le evidenze cliniche aggiornate, quando la terapia può essere prolungata nel tempo e in quali casi è necessario monitorare eventuali rischi.
Cosa dicono le linee guida
La Mesalazina fa male ?
La mesalazina è un cortisone ?
Qual'è la differenza tra Asacol, Pentasa e Mesavancol?
Qual'è la differenza tra Asacol, Pentasa e Mesavancol?
Dovrò continuare ad assumerre la mesalazina a vita?
Quanto dura la terapia con mesalazina?
Cosa succede se si sospende la mesalazina?
Quali sono gli effetti collaterali della mesalazina?
E' possibile evitare di doverla assumere tutta la vita?
Come funziona la mesalazina?
Domande frequenti sulla mesalazina
Le linee guida dell'Organizzazione Europea di Crohn e Colite (ECCO)
definiscono la mesalazina (5-ASA) come il cardine del trattamento per la colite ulcerosa (CU) di grado lieve-moderato, sia per l'induzione che per il mantenimento della remissione. La mesalazina topica è spesso preferita o combinata a quella orale per una maggiore efficacia. Qui si trovano le linee guida.Regola fondamentale: la mesalazina non va sospesa a meno che ciò non sia ordinato dal gastroenterologo.
La mesalazina sotto forma di Asacol o Pentacol o Mesavancol è uno dei farmaci più utilizzati
per queste malattie, ha una efficacia limitata, non è quindi il farmaco d'elezione per malattie in fase moderata / severa ma può essere utilizzato anche in tali stadi della malattia in aggiunta a biologici o immunosoppressori.Non si tratta di un cortisonico ma di un farmaco della categoria dei salicilati come lo è l'aspirina.
Qual'è la differenza tra Asacol, Pentasa e Mesavancol?
Esistono diversi preparati di mesalazina in base al tratto gastroenterico su cui si desidera ottenere l'azione antinfiammatoria. Ciò che cambia non è il principio attivo ma il rivestimento che può consentire il rilascio del farmaco a PH uguale o superiore a 7 a livello del colon, PH uguale o superiore a 6 a livello del digiuno oppure a rilascio sia tempo che PH dipendente per un'azione sull'intero tratto intestino e colon.
Un articolo di Frontiers in Gastroenterology (2024) ribadisce il valore della mesalazina come terapia di prima linea per la colite ulcerosa moderata, consigliando una dose ottimizzata (≥ 4 g/giorno, con eventualmente 1 g per via rettale) per almeno 6 mesi prima di ridurre.
Tali programmi agiscono con meccanismi di funzionamento del tutto diversi rispetto alla mesalazina, senza effetti collaterali e sono ispirati alla Bastyr University e soprattutto agli scritti del Dr Josef Pizzorno (presidente onorario della Bastyr University).
Se ad un malato è stata prescritta solo la mesalazina è presumibile che si tratti di una forma lieve della malattia infiammatoria cronica intestinale, mentre se viene assunta assieme ad altri farmaci è più probabile che si tratti di una forma più aggressiva.
Cosa succede se si interrompere la mesalazina?
Non c'è una risposta univoca in quanto ogni stato patologico è diverso. Se parliamo di assunzione orale non abbiamo mai riscontrato grossi cambianti in negativo.Probabilmente anche perchè i malati che noi seguiamo utilizzano sempre integratori con ottima di sostegno. Abbiamo però notato
alcuni casi di peggioramento e ritorno a perdite di sangue nelle feci interrompendo clismi di Asacol
(mesalazina). In ogni caso la mesalazina non va mai interrotta senza una precisa indicazione in tal senso da parte del gastroenterologo.Il foglio illustrativo mette in evidenza tutti gli effetti collaterali ed indesiderati della mesalazina.
Quanto dura la terapia con la mesalazina?
Secondo il foglietto illustrativoil trattamento previsto è di 4-6 settimane allungabile a seconda del giudizio e valutazione medica
del singolo caso. Per un trattamento di questa durata la possibilità di incorrere in effetti collaterali è limitata mentre aumenta proporzionalmente alla durata del trattamento. In particolare le forme di allergia possono essere originate nel corso di un lungo trattamento. A livello medico si considera normale ed accettabile utilizzare tale farmaco per lunghi periodi di tempo in termini di diversi anni.Un articolo di Frontiers in Gastroenterology (2024) ribadisce il valore della mesalazina come terapia di prima linea per la colite ulcerosa moderata, consigliando una dose ottimizzata (≥ 4 g/giorno, con eventualmente 1 g per via rettale) per almeno 6 mesi prima di ridurre.
E' anche presumibile che, per quanto riguarda la formazione di calcoli e l'induzione alla tossicità renale della mesalazina, maggiore sarà il tempo di esposizione dell'organismo al farmaco e maggiori saranno le probabilità di incorrere in tali effetti collaterali che sono conseguenti al fatto che viene smaltito per via renale.
Non tutti coloro che assumono la mesalazina sono consapevoli del perchè gli effetti collaterali di questo farmaco andrebbero presi in considerazione.
Effetti collaterali della mesalazina
La mesalazina è un FANS cioè un farmaco antinfiammatorio non steroideo della classe dei salicilati (come l'aspirina).
Tali farmaci sono noti per essere controindicati per chi ha problemi gastrici o intestinali
in quanto indeboliscono le mucose favorendo la formazione di ulcere. Tale effetto dipende dal meccanismo di funzionamento della mesalazina che inibisce la sintesi di sostanze mediatrici dell'infiammazione come i leucotrieni i trombossani e le prostraglandine PGE2.La mesalazina fa male?
La mesalazina non è considerata un farmaco pericoloso nella maggior parte dei pazienti, ma può causare effetti collaterali, soprattutto a livello gastrointestinale o renale come qui spiegato.
Il rischio va sempre valutato dal medico in base al rapporto tra:
benefici nel controllo della malattia
possibili effetti collaterali
durata della terapia
Il rischio va sempre valutato dal medico in base al rapporto tra:
benefici nel controllo della malattia
possibili effetti collaterali
durata della terapia
Nella maggioranza dei casi, il farmaco è ben tollerato se assunto secondo prescrizione specialistica.
E' utile comprendere il perchè degli effetti collaterali. Se è vero che le PGE2 sono prostraglandine infiammatorie è anche vero che le stesse PGE2 esercitano un'azione citoprotettiva nei confronti delle mucose gastrointestinale. L'inibizione delle prostaglandine può teoricamente influire sulla protezione della mucosa, anche se la mesalazina presenta un profilo di tollerabilità diverso rispetto ai FANS tradizionali.
Questo è lo stesso danno qualitativamente che viene causato da aspirina ed altri antinfiammatori non steroidei anche se è probabile che vi siano delle differenze a livello quantitativo.
Uno studio su PubMed menziona rischi di tossicità renale per l'uso a lungo termine. E' inoltre noto il rischio di un danno al pancreas con aumento dei relativi enzimi lipasi ed amilasi.
Tale meccanismo di funzionamento spiega i seguenti effetti collaterali tutti inerenti al tratto gastroenterico visibili nel foglietto illustrativo:
Effetti indesiderati comuni
(fino ad un caso su 10):Diarrea
Dolori addominali
Nausea vomito
Flatulenza
Addome teso
La domanda conseguente viene spontanea:
E' possibile evitare di dover assumere la mesalazina per tutta la vita ?
In alcuni pazienti può essere possibile ridurre o sospenere la terapia con l'aiuto della Naturopatia Gastroenterica
e sempre in piena collaborazione con il gastroenterologo. I programmi naturopatici forniscono questi risultati.Tali programmi agiscono con meccanismi di funzionamento del tutto diversi rispetto alla mesalazina, senza effetti collaterali e sono ispirati alla Bastyr University e soprattutto agli scritti del Dr Josef Pizzorno (presidente onorario della Bastyr University).
Qui: altre testimonianze e recensioni
Come funziona la mesalazina?
Meccanismo d’azione: inibisce la sintesi di mediatori dell'infiammazione come leucotrieni e prostaglandine (PGE2). Sebbene le PGE2 abbiano anche una funzione citoprotettiva, l'effetto terapeutico del farmaco nel ridurre la flogosi supera generalmente il potenziale danno alle mucose, che rimane qualitativamente simile ma quantitativamente inferiore rispetto ai classici FANS sistemici.
Riduce anche il rilascio di citochine proinfiammatorie come l'interferone-γ (IFN-γ), l'IL-8 (interleuchina-8) e il TNF-α (fattore di necrosi tumorale alfa), riduce lo stress ossidativo agendo come scavenger di radicali liberi, riduce l'attività del fattore nucleare kappa-B (NF-κB) che regola i geni dell'infiammazione
La mesalazina va assunta per tutta la vita?
Non esiste una risposta valida per tutti. In molti casi è possibile evitarne l'assunzione a vita sempre in coordinazione con il gastroenterologo.
La durata del trattamento dipende dalla situazione clinica individuale e deve essere valutata dal gastroenterologo.
Dal punto di vista naturopatico, l'obiettivo è lavorare parallelamente su:
equilibrio del microbiota
modulazione dell'infiammazione
stile di vita e alimentazione
in un'ottica complementare alla terapia medica.
In alcuni pazienti in remissione prolungata il medico specialista può riconsiderare il dosaggio o la strategia terapeutica. Ad esempio in uno stato di remissione clinica la riduzione o sospensione del farmaco può essere presa in considerazione.
Un percorso integrato che includa alimentazione mirata, gestione dello stress e supporto nutrizionale può contribuire al benessere generale.
La mesalazina è considerata generalmente ben tollerata e viene utilizzata da molti anni nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali.
Questo articolo a cura del Dr Pietro Tonelli ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere medico. Le decisioni terapeutiche sulla mesalazina devono essere prese dal medico specialista.
L'approccio naturopatico è complementare della terapia farmacologica.
Domande frequenti sulla mesalazina e approccio integrato
La mesalazina va assunta per tutta la vita?
Non esiste una risposta valida per tutti. In molti casi è possibile evitarne l'assunzione a vita sempre in coordinazione con il gastroenterologo.
Nella colite ulcerosa la mesalazina viene spesso utilizzata come terapia di mantenimento
per prevenire recidive, secondo le linee guida mediche.La durata del trattamento dipende dalla situazione clinica individuale e deve essere valutata dal gastroenterologo.
Dal punto di vista naturopatico, l'obiettivo è lavorare parallelamente su:
equilibrio del microbiota
modulazione dell'infiammazione
stile di vita e alimentazione
in un'ottica complementare alla terapia medica.
È possibile ridurre la terapia nel tempo?
In alcuni pazienti in remissione prolungata il medico specialista può riconsiderare il dosaggio o la strategia terapeutica. Ad esempio in uno stato di remissione clinica la riduzione o sospensione del farmaco può essere presa in considerazione.
Un percorso integrato che includa alimentazione mirata, gestione dello stress e supporto nutrizionale può contribuire al benessere generale.
La mesalazina è sicura nel lungo periodo?
La mesalazina è considerata generalmente ben tollerata e viene utilizzata da molti anni nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali.
La mesalazina va presa per sempre?
La durata della terapia dipende dalla patologia e dalla risposta clinica. Nella colite ulcerosa viene spesso utilizzata come terapia di mantenimento per prevenire le recidive, ma la sospensione deve essere sempre valutata dal gastroenterologo.
La mesalazina fa male ai reni?
In rari casi può alterare la funzionalità renale. Per questo motivo durante trattamenti prolungati sono raccomandati controlli periodici della creatinina.
In alcuni casi non frequenti si sono verificate delle pancreatiti.
La mesalazina fa male al pancreas?
In alcuni casi non frequenti si sono verificate delle pancreatiti.
La mesalazina può causare effetti collaterali gravi?
Gli effetti collaterali gravi sono rari ma possono verificarsi. I più comuni sono disturbi gastrointestinali lievi, cefalea o rash cutaneo.
Sono comunque previsti controlli periodici per monitorare eventuali effetti collaterali già specificati in questo articolo.
Sono comunque previsti controlli periodici per monitorare eventuali effetti collaterali già specificati in questo articolo.
Nei trattamenti prolungati sono maggiormente raccomandati controlli periodici per monitorare eventuali effetti collaterali.
Un approccio naturale nell'ambito della Naturopatia Gastroenterica può affiancare la terapia lavorando su:
riduzione dei fattori pro-infiammatori
sostegno della barriera intestinale
miglioramento dell'equilibrio metabolico
Qual è l'obiettivo di un approccio integrato?
migliorare la qualità di vita
ridurre fattori aggravanti
sostenere la fisiologia intestinale
lavorare sulle cause predisponenti
La collaborazione tra medico e professionista del benessere è fondamentale per una gestione sicura e responsabile..
Un approccio naturale nell'ambito della Naturopatia Gastroenterica può affiancare la terapia lavorando su:
riduzione dei fattori pro-infiammatori
sostegno della barriera intestinale
miglioramento dell'equilibrio metabolico
Qual è l'obiettivo di un approccio integrato?
migliorare la qualità di vita
ridurre fattori aggravanti
sostenere la fisiologia intestinale
lavorare sulle cause predisponenti
La collaborazione tra medico e professionista del benessere è fondamentale per una gestione sicura e responsabile..
Questo articolo a cura del Dr Pietro Tonelli ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere medico. Le decisioni terapeutiche sulla mesalazina devono essere prese dal medico specialista.
L'approccio naturopatico è complementare della terapia farmacologica.
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