26 Giugno 2017
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ARTICOLI TECNICI

RICERCA, AGGIORNAMENTI ED OSSERVAZIONI SUI PROTOCOLLI PER CROHN ED RCU

08-11-2016 17:56 - MORBO DI CROHN
Nota: questo articolo è un aggiornamento, se siete un malato di Crohn o di RCU o altra m.i.c.i. e non siete familiari con il sito www.naturopatiaprofessionale.net si consiglia di leggere prima gli articoli pubblicati qualche anno fa sui protocolli naturopatici per il Crohn a partire da questo articolo per una migliore comprensione di questo articolo e dell´intero soggetto.

Sono passati parecchi anni dai primi risultati che hanno portato all´apertura del sito e penso sia un buon momento per fare il punto della situazione. Alcune domande sono sorte spontanee: cosa abbiamo ottenuto fino ad ora? Quali miglioramenti sono stati apportati ai programmi originari per il Crohn e la retto-colite ulcerosa e con quali risultati?

Per la precisione sono passati quasi 8 anni da quando ho iniziato a sviluppare questi protocolli e sono passati 4 anni da quando fu fatta una prima raccolta dati () che confermava un alta percentuale - 79% - relativa a coloro che ottenevano soddisfacenti e spesso ottimi risultati. A quel tempo i risultati era basati su 28 malati mentre ora siamo a quasi 200.

Una percentuale ben più alta rispetto a ciò che normalmente la medicina ufficiale è in grado di ottenere con mesalazina, cortisonici, budesonide, azatioprina, biologici, antibiotici specifici come il metronidazolo, la ciprofloxacina, la rifaximina ecc.

Da allora molto tempo è passato, altre scoperte sono state fatte e molti miglioramenti sono stati apportati ai programmi e la percentuale del 79% è aumentata ulteriormente. Ecco dunque un breve sommario di tutto ciò.


Azione antibiotico naturale.

Inizialmente i protocolli erano basati sull´idea che - se si effettuava un´azione antibiotico naturale per un tempo di alcuni mesi sia su parassiti che su miceti, batteri, virus ecc. - ciò sarebbe stato sufficiente (anche in considerazione del ciclo vitale larve-parassiti che impone una certa durata). Ebbene l´esperienza ha mostrato che non era così.


Quasi tutti hanno conseguito miglioramenti, a volte spettacolari, in questa prima fase a riprova del fatto che gli agenti patogeni giocano un ruolo importante in queste malattie.
Tali risultati sarebbero stati mantenuti? In altre parole si poteva semplicemente passare alla seconda fase di tipo antinfiammatorio concentrandoci solo su quest´ultima?


La risposta derivata dall´esperienza è stato un chiaro no; la persona migliorava fino alla fine di questa prima fase ma poche settimane oppure uno o due mesi dopo aver completato l´azione antibiotico-naturale sperimentava una ricaduta che apparentemente dava l´impressione al malato di aver perso tutti i miglioramenti conseguiti, nonostante stesse seguendo la fase antinfiammatoria.


Il problema è che non si stava tenendo conto della notevole debolezza che sistema immunitario gastroenterico che predisponeva il malato a continue e nuove infezioni.


In un malato di Crohn o RCU il sistema immunitario intestinale (GALT = Gut Associated Lymphoid Tissue ovvero Tessuto Linfoide Associato dell´Intestino) è più debole rispetto ad una persona sana anche se abbiamo eliminato tutti gli agenti patogeni, poiché non è ancora stata ripristinata la piena funzionalità immunitaria e di assorbimento della mucosa gastro-enterica.


Questa predisposizione continua ad infezioni viene indirizzata successivamente nei protocolli per le m.i.c.i. cioè nella seconda fase di tipo antinfiammatoria / cicatrizzante e nella terza fase con il re-equilibrio della flora batterica che costituisce parte integrante delle nostre difese.


Comunque l´esperienza ha poi insegnato che bastava ripetere l´azione antibiotico-naturale iniziale per ripristinare i miglioramenti ottenuti.

Quando mi accorsi che tali ricadute si verificavano con una certa frequenza e su diversi malati, decisi di intraprendere all´inizio del programma una completa azione antibiotico naturale ad ampio spettro come previsto dai protocolli originari, ma anche di continuare successivamente con una più lieve, continua e variata azione in tal senso, anche nelle fasi successive dei protocolli per il Crohn e la RCU.


Fu una mossa vincente; le ricadute diminuirono considerevolmente. Chi segue i miei programmi di oggi può notare che in essi appare sempre un qualche tipo di azione naturale contro germi patogeni.

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Eppure nonostante le precauzioni menzionate, l´insorgere di infezioni durante un programma non si sono del tutto azzerate.


A ciò esiste un´altra spiegazione possibile ma di cui non ho personalmente una prova scientifica. Tali malattie hanno una forte componente psicosomatica e spesso la persona senza rendersene conto ha bisogno - tramite qualche calcolo inconscio (e di non-sopravvivenza) - della sua malattia, quindi . . . guai a farla guarire! Quella parte della mente vorrà che la malattia ritorni. Il problema è che la persona stessa spesso non è consapevole di questi meccanismi.

La mia esperienza, quindi non un´opinione ma ciò che ho visto e constatato, dice che chi ha una forte intenzione di guarire non si ferma di fronte a qualche ostacolo, mentre chi ha meno intenzione in tal senso finirà per ritrovarsi - consciamente o inconsciamente - con un motivo "valido" per abbandonare il programma.

Una piccola annotazione: il sesso femminile è di gran lunga più tenace e persistente ed ha tutta la mia ammirazione per tale qualità, anche se non mancano eccezioni per entrami i sessi.

Non unico ma di certo rappresentativo l´esempio di interessante tenacia della Signora E.M. www.naturopatiaprofessionale.net/RISULTATI-CON-IL-CROHN-SIGRA-EM.htm

In pochi casi e con notevole dispiacere ho visto malati di Crohn iniziare con tanta speranza i protocolli naturopatici e poi interrompere tutto alla prima difficoltà.

Tornando all´azione anti-settica naturale anche i nostri amici gastroenterologi sanno (devo dire non tutti per la verità osservando alcuni programmi farmacologici prescritti da alcuni gastroenterologi nel corso degli anni allo stesso paziente) che bisogna eliminare batteri, parassiti e funghi per cui spesso prescrivono Metronidazolo, Ciprofloxacina, Rifaxamina ecc.

L´unico problema (senza entrare nel grande capitolo dei notevoli effetti collaterali di questi farmaci) è che lo fanno un po´ a casaccio e non in modo sistematico per cui il loro tasso di ricadute a fine trattamento è molto più alto.

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Altro capitolo: i farmaci classici come i biologici ed i cortisonici sembrano funzionare con meno effetti collaterali - in riferimento a quelli evidenti - e meglio con un effetto sinergico quando presi in parallelo ad un programma naturopatico per il Crohn o la RCU.

Questa è stata una delle osservazioni più interessanti, non per la grande maggioranza dei malati che seguono con successo i programmi per il Crohn o RCU, ma per quella piccola percentuale che non otteneva risultati e su cui va la mia ricerca. Tale approccio combinato ha aumentato la percentuale dei malati di Crohn o RCU che è stata in grado di ritornare ad una vita normale.

Di solito la tendenza in naturopatia è quella di favorire prodotti naturali piuttosto che farmaci, eppure in alcune e limitate situazioni gravi o comunque non semplici o che non miglioravano significativamente, mi sono ritrovato a consigliare al mio assistito (che magari non vedeva di buon occhio l´assunzione di farmaci - motivo per il quale si era rivolto a me) di seguire le indicazioni mediche riguardo al fare un ciclo a scalare di Deltacortene o all´assunzione di Budesonide (cortisonico più leggero e senza rilevanti effetti sistemici), ad esempio laddove la PCR saliva incontrollata durante i normali controlli medici di routine.

I risultati sono sempre stati buoni o molto buoni ed ho constatato che, laddove una delle due discipline non sembra essere sufficiente per controllare la malattia, la sinergia di entrambe poteva mettere sotto controllo anche i Crohn o le RCU più aggressivi. Quelli che in tempo rapido avrebbero portato il malato ad una resezione chirurgica da cui ovviamente non si torna indietro.

Tale strategia consente ai più tra coloro che seguono questo doppio approccio, di assumere i farmaci per un tempo relativamente limitato e sicuramente più breve rispetto a chi - a parità di condizioni - segue solo il programma farmacologico. Ciò significa un utilizzo ottimale della potenza dei farmaci limitandone al minimo gli effetti collaterali. I farmaci non vanno assolutamente demonizzati, l´ideale sarebbe di usarli in modo intelligente e solo quando un programma naturopatico non risulta essere sufficiente o quando la situazione iniziale di partenza e la storia pregressa del malato ne suggeriscono fin da subito l´utilizzo ma sempre in parallelo ad un programma naturopatico.

Il mio approccio a riguardo è estremamente pragmatico avendo io stesso vissuto l´incubo di un Crohn molto ma molto aggressivo (negli anni 1986-1991). Se la sinergia tra farmaci e naturopatia ottiene un risultato soddisfacente, ebbene . . . evviva anche ai farmaci !! Un esempio di tale sinergia lo si può leggere qui: www.naturopatiaprofessionale.net/TESTIMONIANZA-MALATO-DI-CROHN.htm


Perché i farmaci sembrano funzionare meglio se assunti in parallelo ad un mio programma naturopatico?

Questa fu la prossima domanda a cui cercai di dare una risposta.


1)I farmaci sia per il loro effetti negativi sia per i processi di smaltimento degli stessi, consumano e richiedono una quantità extra di specifiche vitamine. Le vitamine in quantità adeguate fanno sempre parte dei protocolli naturopatici che quindi consentono da parte dell´organismo una migliore gestione del farmaco e relativa farmacocinetica.
2)I farmaci come i cortisonici possono avere una potente azione antinfiammatoria ma non forniscono i nutrienti necessari a protezione della mucosa intestinale, azione invece svolta dal programma naturopatico. Quindi l´azione antinfiammatoria del farmaco viene potenziata dall´azione protettiva sulle mucose del protocollo naturopatico in un effetto sinergico.
3)Oltre a prodotti che proteggono le mucose i programmi naturopatici prevedono sostanze naturali che hanno una diretta azione antinfiammatoria con meccanismi diversi rispetto ai farmaci e ciò rappresenta un ulteriore fattore di sinergia.

L´intervento farmacologico in un caso grave che non sta migliorando con i protocolli naturopatici può consentire di guadagnare tempo e dare la possibilità ai rimedi naturali di fare sufficientemente presa sul malato così che allo scalare dei farmaci non si verifichi la temuta ricaduta.


All´inizio di un percorso naturopatico il malato di Crohn o RCU non deve interrompere il programma farmacologico.

Quando il malato di Crohn o RCU che sta già seguendo un trattamento farmacologico (mesalaziona o mesalazina + antibiotici come Ciproxin, Flagyl, Normix , cortisonici con o senza antiobiotici, azatioprina, biologici ecc.) inizia un programma naturopatico, deve continuare a seguire lo stesso percorso farmacologico e ciò per tre valide ragioni:


1)Se introduciamo la variabile del programma naturopatico nella condizione fisica della persona, non possiamo introdurre contemporaneamente un´altra variabile molto importante quale sarebbe l´interruzione dei farmaci poiché altrimenti non si potrebbe capire cosa ha determinato quale cambiamento.
2)La sinergia tra i due diversi approcci come appena illustrato.
3)Il trattamento farmacologico deve essere gestito dal gastroenterologo il quale in modo del tutto "fisiologico" ridurrà i farmaci nel momento in cui il malato migliorerà clinicamente. Nella maggior parte dei casi non vi è quindi la necessità di interagire con il gastroenterologo in relazione al programma naturopatico in quanto lui penserà che il miglioramento riscontrato sarà dovuto ai farmaci ed in automatico tenderà a ridurli. Vi sono però delle eccezioni; ad esempio laddove il GE a causa di pregressi seri della malattia ritenga utile continuare a tempo indefinito una terapia a base di azatioprina o humira o altro biologico. In tali casi se il paziente sta bene, gli indici flogistici sono in range e l´ultima colonscopia o entero RM rilevano una buona condizione morfologica, starà a lui intraprendere le azioni necessarie per interrompere gradualmente il percorso farmacologico se questa sarà la sua intenzione. Ad esempio (ma non solo) rivolgendosi ad un diverso GE. In relazione ad effetti collaterali la mesalazina dal mio punto di vista non rappresenta una grossa preoccupazione per cui se il GE, pur con il suo paziente in buone o ottime condizioni vuole continuarne l´assunzione a tempo indefinito come trattamento farmacologico di mantenimento non vedo motivo di contrastare tale impostazione, tranne nei casi di comprovate reazioni negative al farmaco (casi rari ma che ho visto verificarsi).


Rettocolite Ulcerosa.

Molto è stato fatto anche per questa patologia. Il protocollo base è sempre quello utilizzato per il Crohn ma con delle differenze. Ad esempio integratori a base di acido butirrico possono essere di grande aiuto in quanto tale sostanza costituisce un nutrimento diretto specifico per le cellule del colon che vengono così aiutate a normalizzare le loro funzioni.


Altro intervento naturopatico molto utile per le RCU ma anche per i Crohn con interessamento al colon è il "clisma" di ritenzione, cioè l´immissione dal retto di una quantità limitata di liquido contenente estratti concentrati liquidi di piante come la camomilla o la calendula. La quantità di liquido è limitata in modo da evitare lo stimolo evacuativo. Tali piante esercitano sulla mucosa del colon un´azione lenitiva, cicatrizzante ed antinfiammatoria. Il clisma di ritenzione è molto più efficace rispetto all´ingestione per bocca degli stessi rimedi in quanto agisce direttamente sull´area interessata senza dover percorrere i 7-8 metri tra la bocca ed il colon.


Ciò risulta particolarmente utile nella rettocolite ulcerosa poiché - per la stessa definizione - spesso siamo in presenza di ulcere o nel migliore dei casi erosioni nel tratto finale del colon.

Quando parliamo di ulcere, se vogliamo che guariscano, dobbiamo assicurarci che l´organismo abbia una quantità extra di quei nutrienti richiesti in modo specifico nel rinnovo, riparazione e cicatrizzazione dei tessuti come la B9, B12, B5, zinco e vitamina A. A tal proposito e per approfondire questo aspetto rimando al testo della dottoressa e ricercatrice Adelle Davis nel suo libro "Let´s Get Well" un testo scritto molti anni fa ma, sotto molti aspetti, estremamente valido ed attuale. Quindi i programmi di oggi per la RCU includono sempre le giuste quantità di acido folico (B9), cobalamina (B12), acido pantotenico (B5), zinco e vitamina A.


Rettorragie, enterorragie e perdite di sangue nelle feci. Un´altra buona notizia è che i casi che avevano questo problema e che hanno seguito per intero il programma naturopatico sono stati tutti risolti.
A volte anche con l´ausilio temporaneo dei farmaci. Se escludiamo le emorroidi e le ragadi anali come causa primaria, normalmente per i malati di Crohn o RCU sangue significa presenza di ulcere, erosioni o polipi. Questi ultimi vengono risolti solo chirurgicamente e quando presenti (allo stadio in cui risultano in sanguinamenti) andrebbero rimossi il prima possibile per evitare ulteriori degenerazioni cellulari in direzione di una neoplasia. Sanguinamenti dovuti ad ulcere od erosioni sono sempre stati risolti con i programmi naturopatici. Ho visto casi in cui la rettorragia si è fermata nel primo mese di trattamento e ne ho visti altri impiegare alcuni mesi ma con una continua diminuzione delle perdite.


In tali programmi vengono utilizzate dosi più alte dei nutrienti sopracitati per la riparazione e cicatrizzazione delle mucose e può essere utile anche l´aggiunta di integratori di vitamina K nel caso in cui il malato non sia in terapia anticoagulante, sia esente da severi rischi cardiovascolari e non abbia un sangue troppo denso (INR inferiore a 0,95).

In ogni caso va considerato che l´approvvigionamento di quantità sufficienti di vitamina K da parte dell´organismo avviene tramite l´alimentazione e tramite i batteri intestinali a noi amici che la sintetizzano. E´ quindi molto frequente una sua carenza laddove vi siano problemi intestinali o del colon che implichino disbiosi (altamente probabile quindi sia nel Crohn che nella RCU) cioè uno squilibrio tra batteri a noi sinergici e batteri patogeni, e che implichino malassorbimento.

Inoltre vi sono piante ad azione emostatica come l´amamelide, molto utili per le perdite di sangue.


Un´altra arma importante per il Crohn.

Il protocollo descritto prima con B9, B12, B5, Zn, Vit A, è stato utilizzato anche per chi rispondeva positivamente ma in modo lento ai protocolli per il Crohn. Pure questa è stata un´innovazione nei programmi per il Crohn che si è rivelata vincente; nei programmi di oggi rappresenta una quarta fase dei protocolli intestinali.

Si stanno inoltre evidenziando interessantissimi risultati in relazione ad una cicatrizzazione molto rapida l´utilizzo a dosi "adeguate" di vitamina A. Questa vitamina di fatto è un vero e proprio ormone "locale" ed ha inoltre molte funzioni importantissime che ben si adattano alle patologie di cui stiamo parlando. Eccone alcune:

-Partecipa alle sintesi degli ormoni steroidei (come il cortisolo)
-Ostacola la degradazione dell´enzima collagenasi (che danneggia i tessuti connettivi)
-Agisce in modo simile ad un ormone stimolando i processi di rinnovamento e riparazione di pelle e mucose
-Regola e normalizza la produzione delle IgA cioè gli anticorpi specifici delle mucose quindi anche quelle del tratto gastroneterico
-Assieme allo zinco è un ottimo immunostimolante ad esempio stimolando la proliferazioni dei linfociti-T ed i Natural Killers.
-Si oppone alla proliferazione incontrollata delle cellule (come nei tumori)

Qualche tempo fa ebbi un incontro all´Ospedale Careggi per esporre il funzionamento dei protocolli naturopatici per il Crohn. Mi ricordo l´interessante commento del Dr Tonelli mentre esponevo quest´ultimo protocollo (B9, B12, B5, Zn, Vit A) che disse "beh in effetti si tratta di buonsenso visto che anche in medicina si studia e si conosce l´effetto di tali nutrienti per il rinnovamento e cicatrizzazione dei tessuti solo che in medicina. . . non se ne tiene conto"

I dati giusti per perseguire una vera ricerca scientifica verso le cause del Crohn o RCU ci sono e sono noti a livello di medicina ufficiale ma . . . non vengono utilizzati. Questa è un´altra dimostrazione plastica del fatto che - da parte delle case farmaceutiche (che dettano i protocolli farmacologici ufficiali) - non c´è l´intenzione di guarire veramente i malati di Crohn o RCU ma solo di trovare farmaci costosi che il malato dovrà assumere per tutta la vita.


Stenosi e Crohn stenosizzanti

Se dopo aver seguito tutti i programmi per il Crohn con buoni risultati, senza più sintomi, con i marcatori infiammatori nella norma ed un tratto inizialmente stenotico continua ad essere tale (come evidenziabile da una colonscopia o una eco delle anse o una entero RM), si possono utilizzare alcuni specifici enzimi che consentono l´eliminazione di cellule morte e ciò, come verificato in alcuni casi, ha contribuito al miglioramento del lume nel tratto stenotico. Se la stenosi è di tipo infiammatorio questa si risolverà con il programma. Se non si risolve è perché si tratta di una stenosi di tipo fibrotico-cicatriziale che può, parzialmente, migliorare con i suddetti enzimi.


Un´altra possibilità per la risoluzione delle stenosi è la tecnica del Dr Naspetti (all´Ospedale Careggi) il quale per via endoscopia introduce uno "stent" intestinale il quale con l´effetto "palloncino" e con una modalità non traumatica per il tessuto, nell´arco di circa 5 giorni dilata e normalizza il tratto stenotico.


Queste due alternative non si escludono a vicenda per cui possono essere intraprese entrambe.


Nuovi prodotti ora inclusi nei programmi per il Crohn o la RCU.

I prodotti del Dr Giorgini si sono arricchiti di una nuova linea analcolica di estratti integrali che hanno dimostrato ottima funzionalità. Di tale linea spesso utilizzo camomilla, calendula e quercia/rovere. Ho introdotto con buoni risultati anche l´Enterosgel della Guna che è un ottimo disintossicante di tutto il tratto gastro-enterico.


Alcuni nuovi tipi di prodotti con azione diversificata di tipo antibiotico-naturale come lo spray con olio essenziale di Origano, Timo, Santoreggia sono stati aggiunti pure con buoni risultati.


Intervento di "emergenza" per i dolori.

Quando si parla di Crohn e RCU oltre alle cospicue rettorragie, un´altra condizione non facilmente tollerabile da parte del malato sono i dolori invalidanti; cioè dolori addominali che per intensità, durata e frequenza, peggiorano in modo insostenibile la qualità di vita della persona.


Un protocollo messo a punto per tale situazione è il semi-digiuno controllato. E´ indubbio che il digiuno abbia effetti terapeutici tant´è che quando c´è un ricovero per subocclusione intestinale, il malato in molti casi risolve la condizione tramite il digiuno ed alimentazione IV (intra-venosa).

Il digiuno ha due pregi fondamentali:
1)non vi è cibo che sollecita ed irrita la mucosa di intestino e/o colon sia per quanto riguarda una sollecitazione fisica che biochimica (reazioni allergiche, di intolleranza o di "irritazione" chimica)
2)Durante il digiuno l´organismo riesce più facilmente a mettere in modo meccanismi di riparazione, rinnovo cellulare e detossificazione.

Ha però anche un grosso difetto: il malato di Crohn o RCU se è in quella condizione molto probabilmente è anche debilitato ed un digiuno totale potrebbe avere più effetti negativi che positivi.


La soluzione è quella di assumere sempre le nostre vitamine e minerali, preferibilmente in forma liquida, idem per i glucidi e nell´assumere le proteine sotto forma di polveri proteiche. Ciò consente, pur in un regime di quasi normale (o anche del tutto normale) apporto di nutrienti essenziali, di conseguire quella condizione di riposo o meglio di semi-riposo che innesca rinnovo, riparazione e detossificazione.

Per quanto riguarda vitamine e minerali anche liquidi non vi è alcun problema a reperire validi prodotti sul mercato. Lo stesso dicasi per i glucidi, mentre ho avuto problemi per quanto riguarda l´apporto proteico. Ho provato con spirulina in polvere, proteine in polvere di canapa-riso-pisello, di solo riso, ecc. In tutti i tentativi fatti se c´era chi aveva buoni risultati c´era anche chi mal tollerava tali prodotti; troppo pesanti da digerire, oppure ipersensibilità agli ingredienti, oppure non si otteneva il risultato di mettere l´intestino a riposo.

Quindi dopo diversi tentativi ho constatato che il miglior apporto proteico per mantenere intestino e colon a riposo può essere conseguito con un equilibrato mix di tutti gli aminoacidi essenziali. Non tutti gli aminoacidi ma solo quelli essenziali che l´organismo non è in grado di sintetizzare e che rappresentano il substrato per la sintesi degli aminoacidi non essenziali. I migliori in tal senso gli aminoacidi MAP il cui profilo aminoacidico è coincidente con i fabbisogni di un organismo umano.

Tale programma va comunque seguito e curato attentamente, se fatto bene può dare notevoli risultati, consentire un miglioramento sostanziale ed altresì la possibilità di intraprendere i normali protocolli per le m.i.c.i.

In altre parole questo è un programma per le situazioni più gravi che non si risolverebbero con gli altri programmi già esposti sul sito. Può però essere utilizzato durante il programma di mantenimento una volta che il malato ha risolto sintomi ed infiammazione: ad esempio può fare un giorno di digiuno ogni 7-15 o 30 giorni oppure con minore frequenza e per una maggiore durata.

Programma di mantenimento.

Tale programma non era ancora ben definito anni fa quando pubblicai la maggior parte degli articoli su questo sito, la ragione è che non avevamo molti malati che avevano raggiunto questa fase.

Ora abbiamo parecchie persone che sono da anni su questo livello per cui è stato possibile perfezionare anche questa fase importante.

Quello di mantenimento viene fatto dopo che tutti gli altri programmi per il Crohn e la RCU hanno conseguito buoni o ottimi risultati. E´ possibile passare a tale programma quando:


1) gli indici flogistici si sono normalizzati,
2) la sintomatologia si è in gran parte risolta e
3) uno o più esami radiologici hanno certificato l´assenza di alterazioni morfologiche importanti come ulcere grandi o severi ispessimenti parietali che determinano stenosi o substenosi.


Tale programma è più leggero in termini di integrazione poiché il numero di prodotti da assumere è inferiore a quello necessario durante le fasi precedenti. Anche tale programma va comunque tarato opportunamente su misura per l´individuo specifico.

Qui entrano in gioco diverse considerazioni: il malato di Crohn o di RCU è diventato tale a causa di diversi fattori,


Alcuni interni e soggettivi:

Aspetti genetici,
Costituzione,
Predisposizione ad infezioni,
Scelta soggettiva dei cibi,
Aspetti psicologico-mentali insiti nella personalità,


Alcuni esterni:

Presenza nell´ambiente di virus ed agenti patogeni,
Situazioni e possibilità di contagio,
Il modo in cui vengono prodotti e conservati i cibi
Le relative carenze nutrizionali
Elementi stressogeni esterni.


Nota: questa non è la lista completa per la quale rimando al seguente articolo www.naturopatiaprofessionale.net/MORBO-DI-CROHN-DESCRIZIONE-NATUROPATICA.htm


Bisogna tenere presente che, quando il malato ha seguito tutti i protocolli naturopatici per il Crohn o la rettocolite ulcerosa ed ha raggiunto i requisiti appena menzionati per il programma di mantenimento e sta bene da tutti i punti di vista, egli non ha comunque azzerato tutti i fattori di rischio soggettivi ed oggettivi appena elencati che continueranno ad essere presenti nella vita della persona a gradi diversi.

Per tali motivi è importante avere un programma da seguire, più leggero e semplice dei precedenti, che consenta alla persona (che a questo punto non considero più un malato pur nella consapevolezza di una differenza di vedute con la classe medica) di compensare l´influenza di tutti quei fattori appena menzionati che, con i mesi e con gli anni, potrebbero contribuire ad una ricaduta della malattia.

Il programma di mantenimento prevede anche quei nutrienti a protezione dell´organismo in caso di stress mentale. Ciò è fondamentale per tenere il più possibile sotto controllo anche l´aspetto psicosomatico della malattia.

Tale programma viene di solito impostato inizialmente per una durata di sei mesi, dopo di che si valuta l´andamento e si effettuano correzioni se necessarie per perfezionarlo. Se tutto procede senza grossi inconvenienti si effettuano poi regolari controlli annuali.

Se siete un mio ex-assistito ed avete seguito i programmi per le m.i.c.i. con buoni risultati e che, per i motivi sopraccitati, non avete iniziato un programma di mantenimento contattatemi, poiché tale programma è semplice ma molto molto importante.

Se siete un malato di Crohn o RCU che ha iniziato ma poi interrotto i relativi programmi per scarsi risultati, anche in questo caso contattatemi poiché ora ci sono più strumenti e più possibilità di ottenere da buoni a ottimi risultati. In tali casi la prima consulenza è sempre a mio carico.

Se siete un malato di Crohn o RCU che sta ora seguendo o un programma di mantenimento o uno dei programmi precedenti e volete fornire una vostra opinione su questi argomenti, questa sarà molto ben accetta.

Infine una specifica: tutti quelli per il Crohn e la RCU sono programmi in cui si utilizzano prodotti esclusivamente naturali e con l´obiettivo principale di rinforzare tutte quelle funzioni del corpo indebolite che poi causano ciò che viene ufficialmente chiamato Crohn, RCU o altra m.i.c.i. Da un punto di vista naturopatico l´obiettivo non è mai la malattia ma l´organismo quindi le sue funzioni e le sue difese le quali vengono normalizzate e tonificate.

Questi programmi non curano una malattia ma ripristinano il corretto funzionamento dell´organismo stimolando la naturale capacità di auto-guarigione insita in ogni organismo.


Effetti psicologici positivi del programma.

Ho sempre riscontrato cambiamenti positivi ed a volte sorprendentemente positivi nei malati che seguivano i programmi ed arrivavano a quello di mantenimento. Ciò è dovuto a tre motivi principali:


- Il disagio psicologico-emotivo sofferto da chi ha queste patologie è ben noto agli addetti del settore ed ovviamente ai malati stessi. Il sapere che (anche a causa di una forte disinformazione) non si può guarire ma sicuramente si può peggiorare e di molto giungendo anche a resezioni, stomie, colectomie totali, sindrome dell´intestino corto o nel migliore dei casi soffrire degli effetti collaterali di pesanti farmaci senza peraltro stare bene ecc. tingerebbe a colori molto foschi il futuro e le prospettive di chiunque.

-Una delle più grandi soddisfazioni morali che il mio lavoro mi concede è quella di vedere nei malati di Crohn o RCU, crescere programma dopo programma la speranza di uscire dall´incubo che spesso queste malattie rappresentano. Quando poi dopo mesi di trattamento si passa dalla speranza alla certezza di poter uscire stabilmente da quella condizione, la persona davanti ai miei occhi sembra letteralmente rinata se la comparo all´umore nero, l´instabilità e sensibilità emotiva ed alla depressione che apparivano in modo evidente al primo incontro. Umore nero e depressione che anche io ho sperimentato anni fa quando mi affidavo solo alla medicina ufficiale e che quindi conosco bene.


-Il secondo motivo deriva dalla forte connessione tra sistema nervoso centrale e sistema nervoso enterico - il Dr Bottaccioli spiega bene questa connessione nel suo libro "La Saggezza del Secondo Cervello" Tecniche Nuove. Migliorando colon ed intestino ciò ha un effetto positivo diretto sul cervello e sull´umore.

-Il terzo motivo dipende dal tipo di nutrienti utilizzati nei protocolli per il Crohn ed RCU i quali hanno anche l´effetto di un riequilibrio biochimico del cervello andando a colmare certe carenze. A ciò si aggiunge il fatto che l´intestino assorbendo ora correttamente i nutrienti dal cibo, fornisce al cervello tutti gli elementi necessari per la produzione di serotonina, dopamina ed altri neurotrasmettitori del benessere.


Con questo articolo ho cercato di colmare una carenza di informazioni sui progressi che sono stati fatti pur nella consapevolezza che si tratti solo di un rapido riassunto. Spero comunque possa essere utile per una maggiore comprensione di questo nuovo soggetto.



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