06 Agosto 2020

MORBO DI CROHN - UNA NUOVA TEORIA

04-01-2011 15:10 - MORBO DI CROHN E RETTO COLITE ULCEROSA
MORBO DI CROHN


Siamo arrivati alla patologia infiammatoria intestinale più grave e più debilitante per l´individuo che ne è affetto: il morbo di Crohn. In questo sito si cercherà attraverso i vari articoli e servizi, di offrire una valida informazione a tutti, oltre a spunti utili a personale medico per una cura innovativa per il morbo di Crohn.

Spesso l´infiammazione riguarda l´ileo e la valvola ileocecale ma può interessare qualsiasi segmento del tratto gastroenterico dalla bocca al retto. Inoltre il Morbo di Crohn è l´unica patologia tra quelle infiammatorie intestinali in cui tutte e quattro le tuniche sono coinvolte da un processo infiammatorio-degenerativo (mucosa, sottomucosa, muscolare ed avventizia). Ecco perché nel morbo di Crohn si ricorre alla resezione chirurgica del tratto malato quando il danno provocato dall´infiammazione non è più reversibile neanche con il cortisone, biologici, immunosoppressori ecc.

Altri sintomi sono sangue e muco nelle feci, febbriciattola, dolori addominali, diarrea cronica, flatulenza, perdita di appetito, calo ponderale, spossatezza, anemia e nei casi più gravi (dove solo la chirurgia può essere efficace), fistole anali o con la vescica. Inoltre sono da considerare prestazioni mentali e fisiche notevolmente compromesse con conseguente alterazione della qualità di vita.

UNA NUOVA TEORIA PER IL MORBO DI CROHN


Consideriamo per un istante che il morbo di Crohn non esista...perlomeno non in quanto tale. In effetti il morbo di Crohn come malattia ufficiale catalogata presenta delle anomalie: ad esempio non esistono esami del sangue o di altro tipo o combinazioni di determinati valori di esami multipli (di sangue, feci, urine) che possano diagnosticare la malattia.

Può solo essere diagnosticata con certezza tramite colonscopia con biopsia che rilevi alterazioni specifiche come le ulcere, aspetto ad acciottolato della mucosa, con scomparsa delle austrature, distorsione del disegno vascolare ecc. Viene quindi diagnosticata in base agli effetti e non in base alla causa o alle cause.

Si tratta in ogni caso di effetti derivati da un forte processo infiammatorio in atto; la diagnosi tramite biopsia dice principalmente "abbiamo rilevato un elevato livello di infiammazione e le sue conseguenze".

Tutti i sintomi classici: diarrea, dolori, astenia, dimagrimento, febbriciattola, ecc. altro non sono che conseguenze o concause di un intestino fortemente infiammato che non funziona bene, che non assorbe i corretti nutrienti, che amplifica i processi infiammatori tramite la permeabilità intestinale, ecc.

Una malattia adeguatamente definita si identifica con una o piu´ cause.

Nel morbo di Crohn si è invertito il senso e la direzione logica della malattia che normalmente parte da un fattore eziologico, la causa, e procede determinando delle alterazioni organiche e funzionali. Si è invece partiti dal fondo, identificando la malattia soprattutto con le alterazioni finali e di conseguenza si è mancato di comprendere le cause cioè la vera malattia di Crohn che è, secondo la teoria qui esposta,una MALATTIA CON CAUSE MULTIFATTORIALI.

In naturopatia la visione della malattia è diversa poiché l´analisi olistica della salute della persona comprende per definizione lo studio di tutte le inter-correlazioni tra diversi organi e diversi aspetti. Un esempio per tutti: il dermatologo si è specializzato sulla cura della pelle agendo su quest´organo (la pelle) con vari farmaci e creme cortisoniche od antinfiammatorie di altro tipo ed è alla ricerca della malattia che c´è nella o sulla pelle. Non lavora anche su quegli organi che determinano i problemi della stessa come il fegato, i reni e l´intestino. Piccola parentesi: ciò anche a causa di un sistema sanitario che tende a parcellizzare gli interventi professionali. La pelle in qualità di organo emuntore (che elimina tossine) viene sovraccaricata quando reni fegato ed intestino lavorano male e si ammala. Quindi molti problemi di pelle (non tutti ) si risolvono o migliorano ripristinando la corretta funzionalità di tutti gli organi emuntori e non ricercando una ipotetica causa sulla pelle che rappresenti il fattore eziologico della malattia.

Una altro aspetto interessante da cui si evince che c´è qualcosa di anomalo nella definizione della malattia è il fatto che, anche quando una persona presenta per anni assenza di sintomi e di segni come ad esempio la VES o la proteina C reattiva e con l´emocromo in ordine, non viene considerata guarita ma....in remissione. Qui non stiamo parlando di remissione apparente, quella in cui anche in assenza di sintomi, persiste un certo grado di infiammazione a livello della sottomucosa, ma di remissione effettiva senza infiammazione come già osservato in diversi casi..

Il concetto di malattia sempre presente rappresenta un´anomalia, probabilmente dovuta al fatto che, non essendo state trovate le cause e notando che di solito dopo un pò ritorna (conseguenza logica se non si conoscono le cause e non le si elimina), si preferisce considerarla come sempre presente. Chi ne è affetto subisce automaticamente l´etichetta di malato a vita con le relative conseguenze psicologiche.

E´ un pò come se non si fossero ancora scoperti gli antibiotici per le cistiti batteriche: le donne affette da cistiti sarebbero considerate come affette da una malattia cronica a vita che a volte va e a volte viene ma...."sempre presente ed incurabile".

Non bisogna però considerare negativamente la medicina ufficiale in relazione al Crohn, al contrario la sua presenza è fondamentale; per gli esami di laboratorio, la diagnostica strumentale, la chirurgia ed i farmaci quando inevitabili. Vi è sempre la necessità di collaborare con la medicina ufficiale anche quando si seguono trattamenti alternativi rispettando le prescrizioni mediche.
L´ideale sarebbe una serena collaborazione tra medicine "canoniche" ed alternative.

Ritornando al Crohn ecco la teoria: il morbo di Crohn in quanto malattia causata da un unico fattore non esiste. Ciò che invece esiste è una serie di fattori che tutti assieme (o solo alcuni) determinano un elevato livello di infiammazione con relative conseguenze. Un´infiammazione così elevata da causare alterazioni di tutti e quattro gli strati di intestino o colon. Parte di questa teoria è l´identificazione di tali fattori eziologici.

Vediamo quali possono essere questi fattori che non devono necessariamente essere tutti presenti; potrebbero esserne sufficienti solo pochi ma gravi oppure numerosi e lievi:

- STRESS E FATTORI MENTALI
- DISBIOSI INTESTINALE DI TIPO BATTERICO
-CANDIDA ALBICANIS O ALTRI FUNGHI
-PARASSITI
-VIRUS
- CONGESTIONE E DEFICIT DEL SISTEMA LINFATICO MESENTERIALE
-ESAURIMENTO DELLE GHIANDOLE SURRENALI - STRESS
-INTOLLERANZE ALIMENTARI
-INTOSSICAZIONE DA METALLI PESANTI (come il mercurio da vaccini, amalgame, pesce ecc.)
-TOSSINE DERIVATE DAL CIBO: conservanti, glutammato monosodico, aspartame ecc.
-ALIMENTAZIONE SQUILIBRATA A FAVORE DI SOSTANZE INFIAMMATORIE
-CARENZE DI NUTRIENTI ESSENZIALI
-CAUSE IATROGENE: TRATTAMENTI ANTIBIOTICI - ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI

Lista che potrebbe essere incompleta. Questa teoria dunque si esprime affermando che la malattia è rappresentata dalla somma di più fattori, tutti assieme (o alcuni di essi) risultanti in un elevato grado di infiammazione e che si combatte non "curando" la malattia ma ripristinando la corretta funzionalità di tutti gli organi connessi ai fattori menzionati e correggendo nei limiti del possibile i fattori esterni come lo stress.

E´ intuitivo comprendere che una tale varietà di cause potenziali male si adatta al concetto classico di malattia nel modo in cui viene vista dal mondo medico.

Eppure potremmo avere il paziente che arriva ad avere un intestino o colon fortemente infiammato a causa di una candida cronica unita a parassitosi che richiederebbe un trattamento ben preciso. E potremmo avere un altro paziente che non ha ne candida ne parassiti ma che ha forti intolleranze alimentari assieme a gravi carenze nutrizionali e forte stress lavorativo.
A livello diagnostico attuale, entrambi riceverebbero l´etichetta di "malato di Crohn" pur avendo due condizioni completamente diverse accumunate solo dal penultimo anello della catena: un elevato grado di infiammazione intestinale (l´ultimo sarebbe l´alterazione organica come ulcere, stenosi, fistole ecc).

Secondo la medicina classica il trattamento sarebbe lo stesso: infliximab o azatioprina o corticosteroidi mentre secondo questa teoria l´approccio per questi due casi sarebbe alquanto diverso luno dall´altro.

Nel tempo si sono sviluppate varie teorie come quella legata al Mycobacterium paratuberculosis come fattore eziologico del Crohn. Tale teoria sarà probabilmente valida per coloro che sono giunti ad un intestino o colon fortemente infiammato a causa di questo micobatterio.

Quella esposta è quindi una teoria empirica , è stato seguendo questa teoria che chi scrive da vent´anni non ha più avuto recidive ed altri "malati di Crohn" stanno sperimentando andamenti analoghi come visibile qui.

Ciò che viene utilizzato è un semplice metodo deduttivo: se in maniera ripetibile molti malati di Crohn migliorano indirizzando certe ipotetiche cause, l´aggettivo "ipotetiche" tende a svanire nella misura in cui i miglioramenti sono ripetibili su di un numero sempre maggiore di casi ed è ciò che si sta verificando.




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