19 Gennaio 2021

MORBO DI CROHN - UNA NUOVA TEORIA

04-01-2011 15:10 - MORBO DI CROHN E RETTO COLITE ULCEROSA
MORBO DI CROHN E RETTO COLITE ULCEROSA


Siamo arrivati alle patologie infiammatorie intestinali più gravi e più debilitanti per l´individuo che ne è affetto: il morbo di Crohn e la retto-colite ulcerosa.

Per quanto riguarda il Crohn spesso l´infiammazione riguarda l´ileo e la valvola ileocecale ma può interessare qualsiasi segmento del tratto gastroenterico dalla bocca al retto. Il Morbo di Crohn è l´unica patologia tra quelle infiammatorie intestinali in cui tutte e quattro le tuniche sono coinvolte da un processo infiammatorio-degenerativo (mucosa, sottomucosa, muscolare ed avventizia) ed è per tale motivo che nel morbo di Crohn si ricorre alla resezione chirurgica del tratto malato quando il danno provocato dall´infiammazione non è più reversibile neanche con il cortisone, biologici, immunosoppressori ecc.

Nella RCU l'asportazione totale del colon, colectomia totale, ha una motivazione diversa e cioè la convinzione errata che resecando l'intera area potenzialmente interessata dalla malattia questa si possa considerare "curata" in maniera definitiva. Purtroppo molti che hanno subito la colectomia totale hanno poi sperimentato un ritorno dell'infiammazione all'intestino tenue che viene poi ri-diagnosticata come morbo di Crohn erroneamente diagnosticato in precedenza come RCU. Situazione che sconfessa di fatto i dogmi stabiliti che dovrebbero differenziare il Crohn dalla RCU.

Altri sintomi comuni sia al Crohn che alla RCU sono muco nelle feci, febbriciattola, dolori addominali, diarrea cronica, flatulenza, perdita di appetito, calo ponderale, spossatezza, anemia e nei casi più gravi (dove solo la chirurgia può essere efficace), fistole anali o con la vescica. Più specifica della RCU è la perdita di sangue o rettorragia. Inoltre sono da considerare prestazioni mentali e fisiche notevolmente compromesse con conseguente alterazione della qualità di vita.

UNA NUOVA TEORIA PER IL MORBO DI CROHN E LA RETTO COLITE ULCEROSA


Consideriamo per un istante che il morbo di Crohn e la RCU non esistano...perlomeno non in quanto tali ma solo come diverse manifestazioni di processi infiammatori che hanno però cause in comune. In effetti il morbo di Crohn (e la RCU) come malattie ufficiali catalogate presentano delle anomalie: ad esempio non esistono esami del sangue o di altro tipo o combinazioni di determinati valori di esami multipli (di sangue, feci, urine) che possano diagnosticare le MICI.

Possono solo essere diagnosticate con certezza tramite tramite un quadro completo che includa una colonscopia con biopsia che rilevi alterazioni specifiche come:

• granulomi epitelioidei
• distorsione discontinua degli elementi ghiandolari
• infiammazione discontinua
• ulcere o erosioni
• aspetto ad acciottolato della mucosa
• scomparsa delle austrature
• distorsione del disegno vascolare
• focale criptite
Per il Crohn e

• severa distorsione architetturale degli elementi ghiandolari
• diffusa diminuzione della densità numerica delle ghiandole stesse
• aspetto “villoso” ossia irregolare talora con erosioni o ulcere della
superfice epiteliale
• densa e diffusa infiltrazione infiammatoria della lamina propria
• severa deplezione dell'attività mucipara.
• distorsione del disegno vascolare
Per la retto-colite ulcerosa

Queste malattie vengono quindi diagnosticate in base agli effetti e non anche in base alla causa o alle cause.

Si tratta in ogni caso di deterioramenti tessutali derivati da un forte processo infiammatorio in atto; la diagnosi tramite biopsia dice fondamentalmente "abbiamo rilevato un elevato livello di infiammazione e le sue conseguenze".

Tutti i sintomi classici: diarrea, dolori, astenia, dimagrimento, febbriciattola, sangue ecc. altro non sono che conseguenze o concause di un intestino e o colon fortemente infiammati che non funzionano bene, che non assorbono correttamente liquidi e nutrienti, e che amplifica i processi infiammatori tramite la permeabilità intestinale, ecc.

Una malattia adeguatamente definita si identifica con una o piu´cause. Esistono altre malattie non definite adeguatamente in cui la causa è apparentemente "ignota". Anche l'artrite reumatoide è considerata una malattia senza una causa ben precisa e determinata. In tutti i casi in cui i disturbi fisici hanno cause ignote siamo di fronte a malattie inadeguatamente ed insufficientemente definite. Chi ci guadagna quando una malattia è definita come "senza cause precise" ? Se le cause vengono identificate automaticamente i fattori eziologici possono essere indirizzati con maggiore efficacia con un aumento della percentuale di chi guarisce e qui sta il problema: più la gente guarisce e meno farmaci acquistano. Quali sono i principali investimenti su studi che "mirino" all'individuazione delle cause delle malattie ? Quelli finanziati dalle case farmaceutiche.

Nel morbo di Crohn e nella RCU si è invertito il senso e la direzione logica della malattia che normalmente parte da un fattore eziologico, la causa, e procede determinando delle alterazioni organiche e funzionali precise. Quando si parte dal fondo, identificando la malattia soprattutto in base alle conseguenze e le alterazioni finali, siamo di fronte ad una definizione della malattia molto incompleta che rischia di essere fuorviante quando si vuole definire la corretta terapia.

In naturopatia la visione della malattia è diversa poiché l´analisi olistica della salute della persona comprende per definizione lo studio di tutte le inter-correlazioni tra diversi organi e diversi aspetti. Un esempio per tutti: il dermatologo si è specializzato sulla cura della pelle agendo su quest´organo (la pelle) con vari farmaci e creme cortisoniche od antinfiammatorie di altro tipo ed è alla ricerca della malattia che c´è nella o sulla pelle. Non lavora sugli organi che determinano i problemi della stessa come il fegato, i reni e l´intestino. La pelle in qualità di organo emuntore (che elimina tossine) viene sovraccaricata quando reni fegato ed intestino lavorano male e si ammala. Quindi molti problemi di pelle (non tutti ) si risolvono o migliorano ripristinando la corretta funzionalità di tutti gli organi emuntori e non ricercando una ipotetica causa sulla pelle che rappresenti il fattore eziologico della malattia.


Il concetto di malattia cronica sempre presente per tutta la vita rappresenta un´anomalia, probabilmente dovuta al fatto che, non essendo state trovate le cause e notando che di solito dopo un pò ritorna (conseguenza logica se non si conoscono le cause e non le si elimina), si preferisce considerarla come sempre presente. Chi ne è affetto subisce automaticamente l´etichetta di malato a vita con le relative conseguenze psicologiche.

E´ un pò come se non si fossero ancora scoperti gli antibiotici per le cistiti batteriche: le donne affette da cistiti sarebbero considerate come affette da una malattia cronica a vita che a volte va e a volte viene ma...."sempre presente ed incurabile (come per il Crohn e la RCU)". Avendo invece definito la causa: klebsiella o escherichia coli o altro agente patogeno, la guarigione è più facilmente ottenibile

Non bisogna però considerare negativamente la medicina ufficiale in relazione al Crohn o alla RCU, al contrario anche per chi segue i protocolli naturopatici svolge un ruolo fondamentale; per gli esami di laboratorio, la diagnostica strumentale, la chirurgia ed i farmaci quando inevitabili. La necessità di collaborare con la medicina ufficiale anche quando si seguono trattamenti alternativi rispettando le prescrizioni mediche è fondamentale.

L´ideale sarebbe una serena collaborazione tra medicine "canoniche" e quelle complementari.

Ritornando al Crohn e la RCU ecco la teoria: in quanto malattie causate da un unico fattore non esistono. Ciò che invece esiste è una serie di fattori che tutti assieme (o solo alcuni) determinano un elevato livello di infiammazione con relative conseguenze. Un´infiammazione così elevata da causare le alterazioni prima descritte. Ne consegue che parte di questa teoria è l´identificazione di tali fattori eziologici.

Quindi affermare di avere una MICI (malattia infiammatoria cronica intestinale) è a mio parere più corretto rispetto al dire Crohn o RCU.
Certo è una definizione più generica ma senz'altro più corretta.

Vediamo quali possono essere questi fattori che non devono necessariamente essere tutti presenti; potrebbero esserne sufficienti solo pochi ma gravi oppure numerosi e lievi:

- STRESS E FATTORI MENTALI
- DISBIOSI INTESTINALE DI TIPO BATTERICO
-CANDIDA ALBICANIS O ALTRI FUNGHI
-PARASSITI
-VIRUS
- CONGESTIONE E DEFICIT DEL SISTEMA LINFATICO MESENTERIALE
-ESAURIMENTO DELLE GHIANDOLE SURRENALI - STRESS
-INTOLLERANZE ALIMENTARI
-INTOSSICAZIONE DA METALLI PESANTI (come il mercurio da vaccini, amalgame, pesce ecc.)
-TOSSINE DERIVATE DAL CIBO: conservanti, glutammato monosodico, aspartame ecc.
-ALIMENTAZIONE SQUILIBRATA A FAVORE DI SOSTANZE INFIAMMATORIE
-CARENZE DI NUTRIENTI ESSENZIALI
-CAUSE IATROGENE: TRATTAMENTI ANTIBIOTICI - ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI

Lista che potrebbe essere incompleta. Questa teoria dunque si esprime affermando che la malattia è rappresentata dalla somma di più fattori, tutti assieme o alcuni di essi, risultanti in un elevato grado di infiammazione e che si combatte non "curando" la malattia ma ripristinando la corretta funzionalità di tutti gli organi connessi ai fattori menzionati e correggendo nei limiti del possibile i fattori esterni come lo stress.

E´ intuitivo comprendere che una tale varietà di cause potenziali male si adatta al concetto classico di malattia nel modo in cui viene vista dal mondo medico. Eppure è proprio indirizzando tali fattori che si ottengono miglioramenti in percentuale di gran lunga superiore rispetto a quanto ottenibile dalle cure farmacologiche ufficiali. Non perché esistano dei rimedi naturali più efficaci dei farmaci, assolutamente no. I miglioramenti ottenibili tramite mezzi naturali dipendono dalla loro capacità di ottenere un riequilibrio delle normali funzioni fisiologiche il che porta alla Vis Medicatrix Naturare e cioè la naturale capacità di autoguarigione insita in ogni organismo quando messo nelle giuste condizioni (tramite corretta alimentazione, integrazione e stile di vita).

Come dicevo le cause sono diverse: potremmo avere il paziente che arriva ad avere un intestino o colon fortemente infiammato a causa di una candida cronica unita a parassitosi che richiederebbe un trattamento ben preciso. E potremmo avere un altro paziente che non ha ne candida ne parassiti ma che ha forti intolleranze alimentari assieme a gravi carenze nutrizionali e forte stress lavorativo.
A livello diagnostico attuale, entrambi riceverebbero l´etichetta di "malato di Crohn" o di "RCU" pur avendo due condizioni completamente diverse accumunate solo dal penultimo anello della catena: un elevato grado di infiammazione intestinale (l´ultimo sarebbe l´alterazione organica come ulcere, stenosi, fistole ecc).

Secondo la medicina classica il trattamento sarebbe lo stesso: infliximab o azatioprina o corticosteroidi mentre secondo questa teoria l´approccio per questi due casi sarebbe alquanto diverso l'uno dall´altro.

Nel tempo si sono sviluppate varie teorie come quella legata al Mycobacterium paratuberculosis come fattore eziologico del Crohn. Tale teoria sarà probabilmente valida per coloro che sono giunti ad un intestino o colon fortemente infiammato a causa di questo micobatterio. Probabilmente una minoranza.

Quella esposta è quindi una teoria empirica , è stato seguendo questa teoria che chi scrive da vent´anni dopo un morbo di Corhn molto aggressivo che ha portato nel 1990 ad una resezione intestinale chirurgica, non ha più avuto recidive e che altri malati di Crohn ed RCU stanno sperimentando andamenti analoghi come visibile qui.

Ciò che viene utilizzato è un semplice metodo deduttivo: se in maniera ripetibile molti malati di Crohn ed RCU migliorano indirizzando ipotetiche cause, l´aggettivo "ipotetiche" tende a svanire nella misura in cui i miglioramenti sono ripetibili su di un numero sempre maggiore di casi ed è ciò che si sta verificando.




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