Obiettivi di un programma di mantenimento
1)Evitare il ritorno di sintomi classici come diarrea, dolori, astenia ecc.
2)Mantenere in range la proteina C reattiva e la VES, al netto ovviamente di altri fattori o disturbi fisici che possano elevare questi marcatori dell'infiammazione, e mantenere la calprotectina a livelli più bassi possibili. La calprotectina è un marcatore un po' a parte in quanto è stato riscontrato che molti “malati” possono essere del tutto asintomatici, avere valori di VES e PCR normali ma con la calprotectina un po' elevata. In tali circostanze la calprotectina assume un ruolo di secondo piano in una valutazione complessiva. Ma se peggiora quindi con un trend negativo, va comunque presa come un importante campanello d'allarme.
3)Laddove non si sia ancora raggiunta una remissione endoscopica il programma deve prevedere i gradini necessari verso il completo recupero della funzionalità ed integrità della mucosa intestinale.
A quest'ultimo punto possiamo aggiungere il dato emerso dall'esperienza;
coloro che raggiungono la remissione clinica si dividono in due categorie:
a)Coloro che raggiungono la remissione clinica (assenza di sintomi e marcatori infiammatori nella norma) ma non quella endoscopica in base alla quale permangono aspetti patologici seppur migliorati come stenosi, ulcere, afte, iperemia della mucosa, scomparsa o diminuzione del pattern vascolare, scomparsa o diminuzione delle austrature ecc. Ci sono casi in cui il malato clinicamente è in remissione ed a livello endoscopico è passato da, ad esempio, diverse ulcere di medie dimensioni a poche e piccole ulcere. In questi casi si può accedere ad un programma di mantenimento che deve però anche prevedere quanto necessario per migliorare e possibilmente risolvere le ulcere rimaste o altre alterazioni della mucosa rilevate endoscopicamente.
b)Coloro che raggiungono una remissione clinica ed anche endoscopica. Questa è chiaramente la condizione più auspicabile. In tali situazioni il programma di mantenimento è ancora più semplice.
Integrazione nel programma di mantenimento.
Normalmente si assumono in maniera continuativa solo pochi prodotti – i più essenziali – quelli che risultano fondamentali per mantenere il nostro tratto digerente privo di agenti patogeni e mantenere le mucose in buone condizioni oltre alle vitamine di base sempre per la salute delle mucose. Ciò consente al malato di avere un programma molto semplice e leggero per garantirsi il mantenimento della condizione raggiunta.
Inoltre l'integrazione di mantenimento prevede un mese di programma con prodotti aggiuntivi da fare ogni 3-4 mesi circa, quindi ad esempio da fare solo a Gennaio, Maggio e Settembre. In questo programma aggiuntivo vi sono integratori che vanno ad indirizzare alcuni aspetti – come ad esempio il modo in cui lo stato del fegato influenza queste malattie – che non sono presi in considerazione dal programma di base di mantenimento che per definizione deve essere semplice e facile da seguire con il minimo di prodotti, oppure nel programma di un mese ogni tot mesi si può inserire una maggiore azione lenitiva delle mucose se il caso specifico richiede questo tipo di attenzione.
Qui entra in gioco anche la compliance del “malato”, cioè quanto effettivamente lui riesca a seguire il programma all'atto pratico. E' anche normale che un “malato” (metto le virgolette visto che è in remissione) dopo aver fatto tanti sforzi per recuperare il proprio stato di salute voglia ora rilassarsi un po' in relazione al dover seguire un programma. Questo aspetto va quindi preso in considerazione ma va calibrato anche in base alla necessità primaria di evitare delle ricadute o peggioramenti. Si tratta quindi di un lavoro molto delicato da svolgere che deve avere l'obiettivo sia di mantenere lo stato di salute e sia di essere gestibile e fattibile da parte del “malato” che non deve sentire il programma come troppo invasivo o limitante (per l'alimentazione). Ecco perché anche il programma di mantenimento va rivisto ed aggiornato di solito ogni 6 o 12 mesi.
Infatti può succedere dopo 6 mesi di programma di mantenimento la persona stia tutt'ora bene ma magari la PCR si è mossa leggermente a 0,8 mg/dl e le feci siano ora ogni tanto anche un po' sfatte, in tal caso il programma di mantenimento viene rimodulato per prendere in considerazione questi lievi peggioramenti.
Un altro motivo molto importante per aggiornare regolarmente il programma di mantenimento è che il nostro sistema immunitario non dovrebbe mai essere sollecitato in continuazione da alcuna sostanza incluse quelle naturali ed il cibo. Quindi è buona norma ogni 6 mesi cambiare i prodotti del programma di mantenimento per evitare che l'organismo sviluppi un qualche tipo di reazione a quelle sostanze o principi attivi facenti parte del mantenimento.
Inoltre aggiornare il programma di mantenimento consente di restare aggiornati sulle recenti scoperte che emergono in continuazione dalla ricerca, ad esempio ora sta venendo approfondito l'effetto della rimozione di materiale tossinico dall'intestino con nuove modalità che aumentano l'efficacia dei protocolli nella loro globalità.
Alimentazione durante il programma di mantenimento.
Anche il piano alimentare durante un programma di mantenimento è più semplice in quanto a quel punto è sicuramente già stata fatta la reintroduzione degli alimenti intolleranti per le categorie meno a rischio. In genere ciò che risulta intollerante all'inizio dei protocolli viene rimosso completamente per alcuni mesi, quando poi l'intestino sta meglio e quindi il sistema immunitario si è riequilibrato, è possibile re-inserire uno per volta gli alimenti che prima risultavano intolleranti. Questo però sempre restando all'interno delle categorie meno a rischio che sono: frutta, verdura, carne, pesce, uova, legumi. Per le categorie più a rischio – e con ciò si intendono quelle categorie di alimenti fortemente infiammatorie come i latticini, il caffè ed i prodotti lievitati molli – il re-inserimento è più personalizzato ed in genere non prevede un totale re-inserimento ma piuttosto un tot numero di eccezioni consentite la cui frequenza viene appunto personalizzata a seconda della situazione specifica individuale.
La reintroduzione degli alimenti è pure un aspetto molto importante per poter conseguire quella rotazione ed alternanza di alimenti fondamentale per non stimolare eccessivamente il nostro sistema immunitario con gli stessi alimenti. Idealmente uno dovrebbe continuamente variare le colazioni, i pranzi le cene in modo tale da ridurre al minimo l'assunzione settimanale di uno stesso alimento.