18 Febbraio 2020

STUDIO DI NATUROPATIA GASTROENTERICA E GENERICA


RICERCA - SPERIMENTAZIONE - INTEGRATORI SPECIFICI PER I PROTOCOLLI NATUROPATICI

26-01-2020 00:22 - MORBO DI CROHN E RETTO COLITE ULCEROSA
I protocolli naturopatici per le MICI agiscono sulle seguenti cause di queste malattie:

- Agenti patogeni (batteri, virus, funghi e parassiti)
- Alimentazione infiammatoria
- Esaurimento delle ghiandole surrenali
- Carenze di specifici nutrienti essenziali per la salute delle mucose.

Ve ne sono altre di cause ma queste per semplificare sono le più importanti. Gli attuali protocolli prevedono specifici integratori per ciascuno di questi fattori sempre a seconda della situazione specifica.

Per aiutare l'organismo ad eliminare gli agenti patogeni la mia ricerca dopo anni di pratica e sperimentazione ha portato ad un composto che si chiama Permici (per le MICI) che ha come ingredienti l'olio essenziale di origano, di timo, di rosmarino, estratto di semi di pompelmo e olio dell'albero da tè (Tea Tree Oil). Si tratta di un prodotto molto forte ed anche il gusto lo è. In aggiunta ad altri prodotti presenti sul mercato ad azione specificatamente antiparassitaria elimina gli agenti patogeni che sono normalmente presenti in un intestino o colon infiammati. Il Permici funziona bene, l'unico problema è che non può essere usato se c'è anche una gastrite. Dopo aver risolto la gastrite è possibile utilizzarlo in quanto di solito una mucosa dello stomaco infiammata non tollera bene gli olii essenziali, questo è l'unico limite del prodotto oltre al fatto che non va assolutamente assunto in gravidanza e ne da bambini piccoli in età pre-scolare.

Chi segue i protocolli sa che basta aumentare le dosi e la frequenza di assunzione del Permici per contrastare immediatamente il ritorno di diarrea o feci sfatte. Quindi su questa che è la prima fase dei protocolli per le MICI avevamo ed abbiamo strumenti sufficientemente validi per ottenere risultati.

Ciò che mancava era un prodotto che risultasse davvero efficace anche nella seconda fase dei protocolli ed anche nei casi di malattia moderata/severa. Fino a qualche mese fa i protocolli potevano contare su di una ampia gamma di ottimi prodotti ad azione “antinfiammatoria” naturale efficaci per situazioni lievi, lievi/moderate o moderate. Mancava un prodotto che potesse risultare efficace anche per condizioni moderato/severe, sempre però tenendo presente che per le fasi acute gravi e severe niente può ne potrà mai sostituire gli alti dosaggi di Medrol o altri cortisonici farmacologici potenti.

Durante la mia esperienza nel trattare le MICI in chiave naturopatica (che significa non indirizzando la malattia ma rinforzando l'organismo) ho utilizzato - ed utilizzo tutt'ora - molti tipi di piante come l'aloe, la malva, la mirra, la camomilla, la calendula ecc. che in base alle conoscenze scientifiche e non, potevano essere utili per sfiammare l'intestino ed il colon. Per cui avevo già provato ad utilizzare sia la boswellia che la curcuma, sia per la loro letteratura scientifica che per il loro utilizzo; ad esempio sapevo che il Dr Fabio Fiorenzuoli già utilizzava da anni queste due piante per il Crohn all'ospedale di Empoli (ed ora al Careggi di Firenze). Il problema era che, benché sulla carta – cioè in base agli studi scientifici ed alla letteratura disponibile – avrebbero dovuto funzionare, io non vedevo grandi risultati. Perché non li vedevo? Perché effettivamente non c'erano e non c'erano per due motivi ben precisi:

1)La curcuma di per se è scarsamente biodisponibile presa da sola, motivo per cui spesso viene abbinata alla peperina che ne migliora di molto l'assorbimento. Un unico problema: il pepe è irritante per chi ha il Crohn o la RCU quindi non indicato e la curcuma da sola con la sua scarsa biodisponibilità non era sufficiente ad avere un effetto tangibile per condizioni moderate/severe.

2)La concentrazione dei principi attivi e la posologia consigliata. Oltre al problema della biodisponibilità della curcuma c'era anche quello dovuto al fatto che i prodotti normalmente in commercio hanno una concentrazione dei principi attivi come la curcimina e gli acidi boswellici insufficiente per avere l'effetto antinfiammatorio necessario e richiesto da malattie come il Crohn e la retto-colite ulcerosa. Oppure se la titolazione dei principi attivi era sufficiente non lo era la posologia, in altre parole 1 caps x 2 volte al dì non bastava.

In altre parole Madre Natura aveva fatto il suo lavoro nel fornirci i mezzi naturali per combattere l'infiammazione, eravamo noi che non sapevamo utilizzarla al meglio. L'effetto antinfiammatorio di queste piante fortunatamente è dose dipendente quindi con una elevata posologia era possibile avere dei risultati solo che all'atto pratico non si poteva far assumere 10 caps x 2 volte al dì al malato per un totale di 20 capsule al dì ed in aggiunta al resto del protocollo.

In effetti in base alla letteratura curcuma e boswellia rappresentavano la scommessa migliore per riuscire a controllare in modo naturale le MICI. Anche perché la boswellia inibisce la formazione di una classe di mediatori dell'infiammazione i leucotrieni (agendo sull'enzima lipossigenasi), mentre la curcuma agisce principalmente su alcune prostaglandine (altri mediatori dell'infiammazione) inibendo l'enzima ciclossigenasi. In pratica un prodotto a base sia di boswellia che di curcuma , grazie all'azione sinergica tra inibizione della sintesi sia di prostaglandine infiammatorie che di leucotrieni sortisce un effetto superiore a quella che sarebbe la forma algebrica dei due.

Piccola parentesi, la migliore scommessa in relazione all'azione antinfiammatoria che però è solo un aspetto tra i 4 più importanti menzionati sopra - mentre la medicina ufficiale si occupa quasi esclusivamente di tale aspetto delle MICI. Queste malattie si combattono indirizzando prima di tutto le cause dell'infiammazione e solo successivamente procedendo con un'azione antinfiammatoria che deve essere attuata in concomitanza con il resto dei protocolli.

Quindi decisi di scommettere su queste due piante nel momento in cui fu messa in commercio un tipo particolare di curcuma, la curcuma Cureit di cui segue un articolo specifico:

“L'attività biologica del curcuminoide è seriamente limitata a causa della sua bassa biodisponibilità sistemica, attribuibile al suo scarso assorbimento, alla rapida metabolizzazione ed eliminazione. Sono state proposte diverse metodologie produttive per aumentare la sua solubilità in acqua e la conseguente biodisponibilità (nanoparticelle, liposomi, dispersioni di solidi, nanoparticelle lipidiche solide, microemulsioni e complessazione con fosfolipidi e ciclodestrine).
La maggior parte di queste metodologie produttive, pur aumentando la biodisponibilità della curcuma, non permette di ottenere degli estratti con un buon titolo di curcumina, limitando così l'attività dei prodotti finiti. Inoltre, le micelle, i complessi delle microemulsioni e i liposomi potrebbero essere degradati nello stomaco prima di raggiungere il sito sdi azione, compromettendo in parte la biodisponibilità del principio attivo. Per questi motivi è stato studiata una nuova formulazione di Curcuma biodisponibile, Curcuma Cureit TM, utilizzando la tecnologia “Polar-Nonpolar-Sandwich” (PNS), che prevede solo l'impiego della matrice naturale di Curcuma, senza l'utilizzo di adiuvanti (nano-particelle, liposomi, micelle, fosfolipidi), mantenendo la naturale composizione del fito-complesso di partenza.
Tale tecnologia permette di avere curcuminoidi, lattoni, sesquiterpeni e loro derivati nello strato polare, mentre turmerone aromatico, diidroturmerone, turmeronolo, curdione e bisacurone sono posizionati nello strado non-polare. Vengono, quindi, sfruttate le interazioni tra i legami idrogeni naturalmente presenti tra i curcuminoidi, permettendo alla curcumina, che è per natura idrofoba (non polare) e quindi poco biodisponibile, di passare attraverso la menbrana cellulare della parete intestinale. E' quindi facilitata la sua penetrazione nel lume intestinale e il conseguente assorbimento.
Ne deriva un'ottima biodisponibilità, superiore sia alla Curcuma tradizionale che alle varie formulazioni ottenute utilizzando nano-particelle, liposomi, fosfolipidi:
L'assorbimento di Curcuma Cureit TM è risultato essere 6 volte superiore rispetto ad un estratto oleoso di Curcuma e 5 volte superiore alla Curcuma veicolata con fosfolipidi.”

Bene quindi con la curcuma Cureit uno dei due grossi problemi era risolto, restava quello della posologia che è stato risolto con capsule di dimensioni maggiori, elevata titolazione dei principi attivi ed una posologia adeguata.

Il risultato fu il Fito-Antifla contenente elevate dosi di Boswellia e Curcuma Cureit e che da Agosto 2019 sta dando risultati ben superiori anche alle più ottimistiche previsioni. In alcuni casi è stato possibile grazie al Fito-Antifla azzerare l'assunzione di cortisone da parte di chi aveva spesso recidive successive all'interruzione di cortisone. In generale il Fito-Antifla sembra avere effetti superiori alle piante fino ad allora utilizzate per la seconda fase dei protocolli (quella antinfiammatoria). Quindi ora disponiamo di uno strumento ulteriore e molto molto prezioso per combattere queste malattie.

Fra l'altro un vantaggio nell'uso delle piante sta negli “effetti collaterali” positivi delle stesse in quanto ogni singola pianta non ha una sola azione biochimica nell'organismo ma diverse. Ad esempio la boswellia è indicata anche per l'asma, le artriti e non solo, mentre la curcuma è indicata anche nella prevenzione tumorale e nella depurazione del fegato e per la flatulenza.

Gli ottimi risultati conseguiti fino ad ora con il Fito-Antifla non sono però ascrivibili al solo Fito-Antifla ma all'intero programma naturopatico inclusivo del fito-Antifla. Chi lo desiderasse può benissimo provare solo questo prodotto ed avere dei benefici ma ciò non dà i migliori risultati in quanto dalla teoria dei protocolli sappiamo che per disinfiammare è necessario anche rimuovere le cause dell'infiammazione; rimuovere alimenti infiammatori e rimuovere gli agenti patogeni. E'solo a quel punto che è possibile disinfiammare con efficacia.

Altrimenti ci ritroviamo nella stessa situazione di quel guerriero che vuole curare la ferita di un coltello conficcato nella gamba senza prima togliere il coltello !

Prima si toglie il coltello e poi si può cicatrizzare la ferita, prima si rimuovono i fattori che causano l'infiammazione e poi si può disinfiammare efficacemente la mucosa di colon ed intestino. Questo è un concetto abbastanza banale eppure non sempre viene preso in considerazione.

Allo scopo di fornire alcune informazioni su curcuma e boswellia seguono alcuni estratti dal libro “Fitoterapia – Principi di Fitoterapia Clinica Tradizionale, Energetica, Moderna” di Erus Sangiorgi, Emilio Minelli, Gabriela Crescini, Sandra Garzanti. Casa Editrice Ambrosiana

BOSWELLIA

Azione immunomodulante
In studi su modello animale si è visto che la somministrazione orale singola di acidi boswellici inibisce la reazione di ipersensibilità ritardata e la risposta prima-ria umorale ai globuli rossi di pecora, mentre dosi orali multiple riducono la reazione di ipersensibilita ritardata, il fissaggio complemento-anticorpo e aumentano in modo debole la sintesi degli anticorpi umorali. Sempre in studi su animali si è potuto riscontrare che la somministrazione dell'estratto alcolico inibisce fortemente la produzione di anticorpi e le risposte cellulari ai globuli rossi di pecora. Inoltre, si ha un'inibizione dell'infiltrazione di leucociti polimorfonucleati e una riduzione del volume di essudato pleurico nella pleurite indotta nei ratti da carragenina.

Azione antinfiammatoria
Estratti acquosi della gommoresina hanno mostrato una significativa inibizione dell'edema della zampa di ratto indotta da carragenina.
Risultati analoghi si sono verificati per somministrazione di droga grezza o di estratti idrometanolici.
Un estratto etanolico ha mostrato la stessa attività nei confronti dell'edema indotto da carragenina nei ratti e nei topi e nell'edema indotto da destrano nei ratti.
La droga grezza e l'acido boswellico sono stati valutati in topi con artrite indotta da adiuvante.
Valutando l'attività della beta-glucuronidasi per studiare la stabilità lisosomiale, si è visto che il trattamento con estratto di Boswellia o con acido boswellico aumentava la stabilità e aveva un effetto protettivo sull'integrità lisosomiale.

Azione ipoglicemizzante
Nei ratti si è potuta verificare un'azione ipoglicemizzante indotta dalla somministrazione di un estratto etanolico.

Azione ipocolesterolemizzante
La somministrazione di estratti semplici della sostanza Si è mostrata in grado di inibire la sintesi di colesterolo a livello epatico nei ratti.

Osteoartrite
Uno studio randomizzato, in doppio ceco contro placebo, cross-over, è stato condotto su 30 pazienti con osteoartrite del ginocchio per valutare l'efficacia della sostanza: tutti i pazienti che hanno ricevuto il trattamento hanno segnalato una riduzione del dolore al ginocchio, un incremento della capacita di flessione e della distanza nel cammino. La differenza tra gruppo trattato e placebo è stata statisticamente significativa e l'estratto è stato ben tollerato.

Asma bronchiale
In uno studio clinico controllato, in doppio cieco contro placebo, su pazienti sofferenti di asma bronchiale, si 6 evidenziato nel 70% dei Casi un miglioramento della malattia con scomparsa dei sintomi e dei segni fisici come la dispnea, i ronchi, il numero di attacchi e una diminuzione nel conteggio degli eosinofili.

Morbo di Crohn
Uno studio randomizzato in doppio deco, condotto su 102 pazienti affetti da morbo di Crohn, ha dimo-strato un miglioramento del Crohn Disease Activity Index con una potenza pari, se non migliore, di quella della mesalazina. Lo studio ha altresì confermato l'ottima tollerabilità di Boswellia, Che appariva superiore in termini di valutazione rischio/beneficio.

Colite ulcerosa
In uno studio clinico controllato è stata valutata l'efficacia della sostanza in confronto con la sulfasalazina. Nel gruppo trattato, su 20 pazienti,18 hanno dimostrato un miglioramento in uno o pin dei seguenti parametri: qualit5 delle feci, esame istopatologico, conteggio dell'emoglobina, Ferro, Calcio, Fosforo, proteine ematiche e conteggio dei leucociti totali e degli eosinofili. Nel gruppo di controllo, solo 6 dei 10 pazienti hanno mostrato risultati simili. Inoltre, nei 20 pazienti trattati, 14 sono andati in remissione, mentre nel gruppo trattato con sulfasalazina la remissione si è verificata solo in 4 Casi su 10.

INDICAZIONI SECONDO L'USO TRADIZIONALE

Artrite reumatoide Poliartriti croniche Rettocoliti ulcerose
Ittero (non ostruttivo) o Dissenteria
Bronchiti croniche Bronchiti asmatiche
Ipereccitabilità nervosa Convulsioni
Convalescenza
Neoplasie (in corso di conferme cliniche)
Uso esterno
Ferite, ulcere, piaghe Caduta dei capelli

INDICAZIONI SECONDO LA EBM (Evidence Based Madicine)

Osteoartrite
Asma bronchiale Morbo di Crohn
Coliti ulcerose

ALCUNE AZIONI SECONDO LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE:

Ripara i tessuti: ferite, piaghe.
Elimina i catarri: enteriti croniche, dissenteria, coliti ulcerose.

TROPISMO

Apparato osteoarticolare
Apparato gastroenterico
Apparato respiratorio

E' Indicata nell'artrite reumatoide, nelle artrosi croniche, nella rettocolite ulcerosa e nella bronchite asmatica da un discreto numero di studi clinici.
L'indicazione secondo i sistemi medici tradizionali nelle epatopatie croniche, nella diarrea e come coadiuvante nei tumori riteniamo debba essere approfondita con ulteriori studi clinici.
L'uso di estratti di Boswellia, insieme a estratti di cartilagine di squalo, ad azione antinfiammatoria e anti-angiogenetica, unitamente a un riequilibrio dell'acidosi metabolica, della flora intestinale e della funzionalità degli organi emuntori, costituisce un approccio che offre buoni risultati in alcune forme di artrite reumatoide in fase iniziale e in quelle forme che non rispondono più alle terapie usuali.
Energeticamente calda, tratta soprattutto le situazioni croniche ed è indicata, secondo i principi della medicina tradizionale cinese, nelle enteriti croniche, nella diarrea, ma anche per migliorare le difese immunitarie e in caso di astenia, nervosismo e malassorbimento intestinale.

CURCUMA

L'olio essenziale ha dimostrato la sua efficacia, paragonabile a quella del cortisone e del fenilbutazone, in diversi modelli animali, come 1'edema indotto dalla carragenina e dalla formaldeide. E' stata stilata una Scala di potenza antinfiammatoria tra gli analoghi della curcumina, il cortisone e il fenilbutazone. Essa è la seguente: sodio curcuminato > tetraidrocurcumina > curcumina > cor-tisone > fenilbutazone > trietilcurcumina.
L'azione antinfiammatoria sembra dovuta all'inibizione della tripsina e della ialuronidasi. Quest'ultima è 1'enzima che depolimerizza 1'acido ialuronico, uno de-gli elementi essenziali della matrice extracellulare, dove è presente sia da solo, come ialuronano, sia come lunga catena centrale di ancoraggio di altri glicosaminoglicani (condroitinasolfati e cheratanosolfati), a loro volta connessi a <> a formare i proteoglicani. L'azione di Curcuma, quindi, previene la demolizione della matrice extracellulare. Un ruolo importante sembra però dovuto all'attività antiossidante e infine, secondo alcuni autori, è estremamente rilevante l'azione di inibizione della ciclossigenasi e della liberazione di acido arachidonico e di leucotrieni della droga. E' secondo alcuni autori la curcuma è un inibitore della COX più sicuro e meno costoso dei farmaci clinici.

Azione epatoprotettrice e colecistocinetica

In modelli animali di lesioni epatiche indotte dal tetracloruro di carbonio e da galattosammina, si è evidenziato che la curcumina è un epatoprotettore di ef-ficacia analoga a Cardo mariano e Liquirizia, grazie alle sue proprietà antiossidanti.
Ratti trattati preventivamente con100 mg/kg di Curcuma, nel cui peritoneo erano stati iniettati 32 mg/kg di tetracloruro di carbonio e 600mg/kg di paracetamolo, hanno evidenziato un danno minore di quello del gruppo di controllo. II danno è stato misurato attraverso i valori delle transaminasi epatiche (SGOT e SGPT).
L'azione coleretica della curcumina è stata evidenziata come:
- aumento (oltre il 100%) della produzione di acidi biliari;
- aumento della secrezione di sali biliari, colesterolo e bilirubina;
-aumento della solubilità della bile.

Azione sull'apparato gastrointestinale

In ratti sovralimentati la curcumina ha ridotto l'emissione di gas.
I1sodio curcuminato e il tolilmetilcarbinolo hanno stimolato la sintesi di enzimi pancreatici.
La curcumina e la pianta intera fanno aumentare la secrezione di mucina nello stomaco, offrendo un effetto gastroprotettivo contro la formazione di ulcere stress-indotte, oppure di ulcere indotte con la legatura del piloro, la reserpina o1'indometacina.

Azione antimicrobica

Estratti alcolici della pianta e l'olio essenziale si sono mostrati attivi contro vari ceppi di Stafilococco e Strep-tococco, Entamoeba histolytica, e contro microrganismi presenti nelle colecistiti: Gaffkya, Corynebacterium e Clo-stridium.

Azione sull'apparato cardiovascolare

E stata dimostrata un'azione antiaggregante e la capacità di ridurre il fibrinogeno. Nei ratti alimentati con una dieta ricca in colesterolo, supplementata con piccole dosi (0.1%) di curcumina, si ha un dimezzamento dei livelli di colesterolo, rispetto ai gruppi di controllo.

Azione antitumorale

In vitro e in vivo la pianta intera e la curcumina si sono dimostrate attive contro numerosi cancerogeni chimici su molti tipi cellulari.
La curcumina ha evidenziato una notevole efficacia nella riduzione dell'escrezione di mutageni cellulari nelle urine di fumatori che assumevano Curcuma (1.5 g al di per 30 giorni). Alcuni autori hanno concluso che 1'uso di Curcuma nella dieta giornaliera può costituire un efficace antimutageno, ed essere quindi impiegato nella chemioprevenzione.

RICERCA CLINICA

Infiammazione e artrite
Uno studio ha mostrato 1'efficacia di Curcuma in pazienti affetti da artrite reumatoide pari a quella del fenilbutazone.
In un secondo studio, condotto su pazienti sottoposti a intervento chirurgico per ernia o idrocele, Curcuma è sembrata paragonabile al fenilbutazone, ma con una velocità di azione pin graduale.

Dispepsia e malattia ulcerosa

Vi sono risultati controversi sull'efficacia di Curcuma nei confronti dell'ulcera gastrica e duodenale, mentre sembra accertata un'efficacia antidispeptica della
droga.

Iperlipemia

Alcuni studi preliminari in India e Cina hanno mostra-to una certa efficacia della droga come antilipemico.

TROPISMO

Apparato gastroenterico

Apparato osteoarticolare

Riteniamo che gli estratti di radice di Curcuma siano indicati in caso di dispepsia, insufficienza epatobiliare, dolori addominali, reumatismo, artropatie, dislipidemie.
Circa l'attività inibitoria nei confronti della cancerogenesi, ci sono già molti studi di laboratorio che sono orientati a confermare questa ipotesi, anche se a oggi non ci sono studi clinici. II National Cancer Institute of Bethesda l'ha inserita fra le piante più promettenti ad azione chemiopreventiva.
Energeticamente, secondo i principi della medicina tradizionale cinese, è una pianta di natura calda e di sapore piccante, con effetto rivitalizzante e riattivante le funzioni di molti organi.


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