06 Agosto 2020

ALIMENTAZIONE PER IL MORBO DI CROHN (e gli intestini infiammati)

23-01-2011 00:54 - MORBO DI CROHN E RETTO COLITE ULCEROSA
Un aspetto molto importante riguardo ad una corretta alimentazione per il morbo di Crohn è la gestione delle intolleranze alimentari come descritto qui.

Le intolleranze alimentari hanno un´importanza cruciale per i malati di Crohn. Se non risolte costituiscono un potente fattore di innesco di attacchi e recidive in quanto è dallo sviluppo delle intolleranze alimentari che il sistema immunitario viene sovra-stimolato, diviene iperattivo e predispone all´infiammazione cronica.

Tutto ciò è correlato alla sindrome dell´intestino permeabile (leaky-gut syndrome) che è quella condizione che si instaura quando le connessioni intercellulari delle cellule epiteliali della mucosa diventano lasse con il risultato che tra queste "maglie" allargate entrano anche sostanze che non dovrebbero: tossine e proteine non completamente digerite. Ciò scatena la reazione del sistema immunitario peggiorando il livello di infiammazione a livello intestinale. Si può dunque instaurare un circolo vizioso che porta ad una sempre maggiore infiammazione intestinale il che può precipitare una crisi ed un acuirsi di una fase acuta del morbo di Crohn.

Il primo punto dunque è rappresentato dalla corretta gestione delle intolleranze come specificato nell´articolo relativo.
Individuare le intolleranze rappresenta una personalizzazione del programma alimentare. Oltre alle intolleranze vi sono altri fattori che necessitano di un piano alimentare su misura specifico per il singolo individuo. Non esiste pertanto un piano alimentare con regole generali che sia indicato per tutti. I consigli che seguono saranno quindi molto indicati per una buona parte se non la maggior parte dei malati di Crohn, RCU o altra MICI ma andranno comunque valutati caso per caso. Esempio: in una piccola (molto piccola) percentuale di casi il limone risulta irritante.

Il secondo punto è l´assunzione di succhi che possono giocare un ruolo molto importante per un trattamento naturopatico per il morbo di Crohn. Si tratta se vogliamo dei "rimedi della nonna" cioè quei consigli di un tempo che - in mancanza di medicine specifiche - utilizzavano i mezzi naturali a disposizione per affrontare una malattia. Ecco alcuni di questi consigli "della nonna" che però possono considerarsi fondamentali per il trattamento del Crohn e di altre malattie o disturbi dell´intestino:

Una spremuta con un limone ed acqua appena alzati. Questa semplice azione ha l´effetto di pulire e disinfettare tutto il tratto gastro-intestinale. Ha inoltre moltissimi effetti importanti; grazie ai citrati di potassio scioglie i calcoli, depura il sangue ed i tessuti, migliora la produzione energetica a livello cellulare, aiuta a depurare le articolazioni che rappresentano spesso un problema per i malati di Crohn.

Succo di carote o da centrifuga o da succhi biologici. La carota è un regolatore sia del fegato che dell´intestino con azione depurativa e cicatrizzante anche grazie all´alto contenuto di carotenoidi.
Mezzo litro da bere 2-3 volte la settimana.

Spremuta di pompelmo 2-3 volte la settimana. Facilità la digestione intervenendo sulle secrezioni gastriche e biliari., drena reni e fegato ed ha un azione antinfiammatoria. Va prima verificato se compatibile con i farmaci che state assumendo poiché potrebbe potenziarne l´azione inibendo la via di "degradazione" dei farmaci.

Succo di cavolo. A causa di vari principi attivi ed in particolare dell´amionacido L-glutammina, il succo di cavolo ha ottime proprietà cicatrizzanti sia per lo stomaco che per l´intestino ed il colon. Indicato anche nelle ulcere.

E´ possibile assumere due o più di questi succhi a seconda della gravità della situazione. La spremuta di limone di mattina ed il succo di carote rappresentano il minimo.

Queste restano comunque indicazioni generiche che non possono sostituire le indicazioni su misura consigliate dal Naturopata dopo un´attenta analisi della persona e delle sue intolleranze alimentari. Poichè siamo tutti diversi può darsi che per alcuni sia necessario modificare le quantità e modalità di assunzione dei succhi e spremute.

Terzo punto - come si mangia;
un´abitudine sbagliata che abbiamo tutti consiste nel mangiare troppo rapidamente a scapito della digestione. Masticare velocemente vuole dire mandare allo stomaco cibo non trasformato adeguatamente in poltiglia e non sufficientemente imbevuto di saliva con i suoi enzimi digestivi. Il malato di Crohn così come chi è affetto da gastrite o molte altre patologie del tratto gastro-enterico, ha già una capacità digestiva compromessa. Se oltre a ciò costringiamo stomaco ed intestino ad un lavoro extra, ciò può portare a cattivo assorbimento, peggioramento delle intolleranze alimentari e dell´infiammazione intestinale.

Masticare dunque a lungo e completamente. Più uno è malato e più dovrebbe tendere all´abitudine di deglutire solo dopo aver completamente triturato il cibo avendolo reso il più liquido possibile.

Altro punto importante per migliorare la digestione mentre si mangia: bere poco durante i pasti. Ciò diventa bere il meno possibile (anche niente) ai pasti per chi è affetto da gastrite. La ragione risiede nel fatto che la digestione senza liquidi aggiunti è più rapida ed efficiente se non diluiamo troppo i succhi gastrici durante il pasto. Ciò a condizione di essere sufficientemente idratati il che implica il bere molta acqua lontano dai pasti a stomaco vuoto. Il malato di Crohn o con un intestino infiammato dovrebbe abituarsi a bere sempre acqua (meglio se alcalina con un PH tra 8 ed 8,5 come visibile nell´analisi chimica) con un po´ di limone in aggiunta a quello preso di mattina.

Mangiare con calma e tranquillità; lo stress stimola il sistema simpatico il quale inibisce tutti i processi digestivi. Se siete tesi rilassatevi, prendete dei profondi respiri e mangiate con calma, ciò aiuterà assieme agli altri accorgimenti, ad inviare allo stomaco e poi all´intestino un chilo adeguatamente preparato affinché possa essere assorbito il meglio possibile anche con un intestino infiammato o fuori posto.

Quarto punto: gli alimenti da favorire e gli alimenti da evitare. Anche questo punto è fondamentale per vari motivi, il più importante è che bisogna evitare alimenti pro-infiammatori ad esempio che favoriscono la produzione di prostaglandine di tipo infiammatorie e prediligere alimenti che forniscono i precursori per le prostaglandine di tipo antinfiammatorio oltre ad alimenti che hanno altre azioni antinfiammatorie derivate ad esempio dai bioflavonoidi dai fenoli ecc.

L´ideale è di assumere il più possibile alimenti di provenienza biologica.

Da eliminare: caffè, caffè decaffeinato, cioccolato, bevande gasate inclusa l´acqua frizzante o leggermente frizzante, fritti, grassi idrogenati, insaccati, sostanze notoriamente irritanti, carne di maiale o grassa, zucchero bianco, crostacei, frutti di mare, latticini, arachidi e grano. Per il latticini ulteriori informazioni si trovano nella sezione eccesso di proteine animali nell´articolo sull´alimentazione generale

Latticini e grano sono le voci che più di frequente appaiono nei test di intolleranze alimentari. Ma anche quando non risultano e la persona non ha in effetti intolleranze verso latticini e grano, questi due alimenti hanno comunque un considerevole effetto irritante per l´intestino. Di conseguenza un periodo di almeno due mesi senza questi alimenti è più che consigliabile per ogni tipo di disturbo dell´intestino o del colon incluso il morbo di Crohn.

Caffè (anche decaffeinato) e cioccolato sono pure due forti irritanti della mucosa gastro-enterica. In particolare il caffè distrugge facilmente la nostra flora batterica.

Da limitare: carne rossa, salumi, uova sode, patate zucchero integrale di canna (non il grezzo che è spesso zucchero raffinato in gran parte e colorato).

Da favorire: frutta e verdura (vedere oltre la sezione sulle fibre) soprattutto mele e pere, acqua filtrata ed alcalina, frutti di bosco, cibi biologici, i legumi in quanto contengono fibre solubili che non danneggiano il malato di Crohn (limitare i fagioli che favoriscono il meteorismo). I semi tritati inclusi i semi di lino che forniscono importati quantità di omega 3 ad azione antinfiammatoria.

Frutta e verdura. Questo è un argomento un pò controverso e non del tutto chiaro. Vediamo di fare chiarezza come alcuni dati stabili:
1) Le vitamine, minerali, antiossidanti e fito-complessi presenti nella frutta e nella verdura sono importanti per la salute di tutti ma ancora di più per i malati di Crohn ed RCU. Questo dato vale per TUTTI i malati di Crohn ed RCU.
2) Vi sono alcune condizioni per le quali alcune fibre (non tutte) possono essere irritanti. Tali condizioni sono ad esempio: stenosi serrate o severe ed ulcere rilevanti. E´ invece errato vietare in automatico a tutti i malati di Crohn o RCU frutta e/o verdura,
Come conciliare il primo ed il secondo punto ?

Le soluzioni sono diverse: per una stenosi grave frutta e verdura va sempre assunta ma solo sotto forma di centrifugati diluiti in acqua.
Nel caso di ulcere vanno evitati: semini vari e fibre insolubili spesse come la cellulosa bianca presente nell´iceberg o nel radicchio rosso, mentre si possono assumere insalate con foglioline verdi e sottili come la valeriana.

Il concetto base quindi è: frutta e verdura sono più che mai necessari al malato di Crohn o di RCU e vanno assunte nelle forme più idonee a seconda delle specifiche situazioni individuali in modo che l´aspetto fisico delle fibre non costituisca danno ma solo beneficio.

Proteine: L´apporto ideale per il malato di M.I.C.I. è un almeno 40% di proteine dal pesce, almeno 40% di proteine dal mondo vegetale (legumi tollerati, semi di canapa decorticati, noci pecan ecc.) ed un massimo di 20% dalla carne (non di maiale e non da insaccati).
I semi di canapa decorticati e le noci pecan sono entrami molto gradevoli come gusto e con un valido apporto di nutrienti, in centinaia di test per le intolleranze fatti questi due alimenti non risultano quasi mai intolleranti a differenza di altra frutta secca come mandorle, noci anacardi ecc.

Casi gravi ed in fase acuta: un ulteriore gradino per togliere ulteriori fattori pro-infiammatori consiste dell´eliminazione di tutti i cereali in ogni loro forma (pasta pane, crackers, biscotti ecc.) e patate. Per cereali si intende: frumento, kamut, farro, riso, mais, segale, grano saraceno ecc. In tale regime alimentare (in aggiunta a tutti i consigli di cui sopra) i carboidrati devo provenire esclusivamente da frutta e verdura. Per un approfondimento di tale regime si consiglia il libro della Dott.ssa Elaine Gottschall

Privazioni o nuove opportunità ?
Spesso questi piani alimentari (soprattutto dopo un valido test per le intolleranze) vengono vissuti come una privazione o sofferenza psicologica. Ciò non è però assolutamente necessario, la soluzione sta nel mettere l´attenzione su nuovi alimenti da inserire nell´alimentazione anche tramite una "ricerca di mercato" in nuovi supermercati e negozi alimentari. Nuovi alimenti che siano consentiti dal programma. Su centinaia di programmi alimentari simili che ho seguito ciò di solito funziona e devo dire che in moltissimi casi una volta fatto tutto il percorso naturopatico, la persona non sente più la necessità spasmodica di quegli alimenti la cui privazione veniva inizialmente vissuta come una sofferenza.

Nei casi ancora più gravi si consiglia un semi-digiuno controllato che metta quasi completamente a risposo tutto il tratto digerente ma che fornisca tutti i nutrienti necessari sotto forma di integrazione per apportare aminoacidi, vitamine, minerali e glucidi. Per maggiori dati a riguardo vedere la sezione relativa nel seguente articolo.

Ulteriori consigli rilevanti non sono qui ripetuti in quanto presenti nel seguente articolo.
E´ possibile essere seguiti a livello nutrizionale contattando lo studio tramite mail: mbn@teletu.it o per telefono al 335-7926742.


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