TRATTAMENTO PER IL MORBO DI CROHN - PARTE 3

30-01-2011 00:44 -

Nella TRATTAMENTO PER IL MORBO DI CROHN parte seconda, abbiamo descritto nei dettagli due componenti fondamentali:

Il programma antistress e di integrazione vitaminica
Il programma di depurazione intestinale.

Assieme a questi due programmi è essenziale l’alimentazione, che è composta da due capitoli fondamentali descritti esaurientemente nei seguenti articoli:

INTOLLERANZE ALIMENTARI
e
ALIMENTAZIONE SPECIFICA PER IL CROHN

È possibile iniziare più o meno contemporaneamente con tutti e tre questi programmi. Essi rappresentano la parte più importante nel trattamento del morbo di Crohn e non sono stati scelti a caso, ma perché rappresentano i punti chiave per la risoluzione del problema.

Questa scelta non è stata fatta sulla base di considerazioni di tipo sintomatico. Chi soffre di morbo di Crohn può avere articolazioni doloranti, eruzioni cutanee, forti infiammazioni, dolori e diarrea. Si può notare che i tre programmi fondamentali non si indirizzano specificamente a nessuno dei sintomi principali.

È possibile anche seguire un programma terapeutico che indirizzi esclusivamente la sintomatologia. Il risultato, però, rischierebbe di essere una lieve diminuzione dei sintomi senza intaccare gli squilibri di base che hanno determinato il Crohn.

Per ottenere risultati rapidi è invece essenziale indirizzare non i sintomi, ma gli squilibri più basilari che, una volta risolti, mettono l’organismo in grado di innescare i naturali processi di autoguarigione. Questo è ciò che fanno i tre programmi, veri pilastri fondamentali:

RIEQUILIBRIO DELLE CARENZE NUTRIZIONALI TRAMITE INTEGRAZIONE, per ripristinare rapidamente i livelli di nutrienti essenziali di cui il malato di Crohn è carente e che sono indispensabili per far fronte alla sua specifica condizione.

DEPURAZIONE E RIEQUILIBRIO DELL’INTESTINO E DEL COLON.

CORRETTA ALIMENTAZIONE.

In apparenza ciò potrebbe essere sufficiente, ma poiché il Crohn può a ragione essere definito una “bella gatta da pelare”, è meglio non fermarsi qui. Anche seguendo scrupolosamente tutti e tre i programmi, il malato di Crohn si troverà in una condizione di gran lunga migliore, ma non dovrà cadere nella tentazione di interrompere il trattamento. Non siamo ancora alla fine del programma.

Anche se, come parte del programma di depurazione intestinale, sono state utilizzate sostanze che aiutano la mucosa intestinale e del colon a rinnovare il tessuto, quella era solo la prima fase. Per rinnovare realmente una mucosa infiammata da anni e riportarla a uno stato di normale funzionalità, sia per quanto riguarda la capacità difensiva e immunitaria sia per l’assorbimento efficace dei nutrienti essenziali (vitamine, minerali, acidi grassi essenziali, aminoacidi, glucidi, ecc.), è necessario fare di più.

Esiste infatti un altro punto debole da risolvere: la microcircolazione all’interno dei villi intestinali. In un intestino infiammato da anni, tale circolazione subisce normalmente un’alterazione peggiorativa, con congestione vascolare e indebolimento dell’endotelio e delle pareti dei capillari. Senza il ripristino di una corretta microcircolazione non sarà possibile recuperare appieno le normali funzioni della mucosa.

A questo scopo verranno utilizzati estratti di piante con capacità di tonificare e rinforzare le pareti dei capillari, oltre a vitamine come la B3 (niacina), che svolge un’azione di rinforzo e depurazione.

La niacina ci porta all’ultima parte del programma:

LA DEPURAZIONE


Chi soffre di morbo di Crohn o di altre patologie croniche intestinali o del colon caratterizzate da infiammazione cronica, si è probabilmente intossicato per anni a causa della permeabilità intestinale, meglio descritta nell’articolo sulle intolleranze alimentari.

Con la permeabilità intestinale la normale funzione di filtro è compromessa: oltre a non assorbire correttamente i nutrienti essenziali, l’intestino lascia entrare sostanze tossiche che normalmente verrebbero eliminate.

Si crea così un livello di intossicazione elevato che coinvolge in primo luogo il fegato, poiché tutto ciò che viene assorbito confluisce nella vena porta e da lì al fegato. Quest’ultimo si ritrova a gestire un carico di lavoro extra senza disporre dei nutrienti necessari, a causa delle carenze nutrizionali dovute al malassorbimento.

Le tossine provengono sia dall’alimentazione (conservanti, coloranti e altre sostanze chimiche), sia dalla scarsa capacità digestiva (peptidi derivati da proteine non completamente digerite), sia dall’attività di batteri e germi patogeni che proliferano in un intestino infiammato.

Poiché il fegato, in sovraccarico, non riesce a eliminare efficacemente questo carico tossico, i tessuti si impregnano di tali sostanze, in particolare nella matrice dei tessuti connettivi, determinando un malfunzionamento del sistema di comunicazione tra sistema immunitario, endocrino e ormonale.

Eliminare questo carico tossico è essenziale non solo per ripristinare le normali funzioni fisiologiche dell’organismo, ma anche per opporre il massimo potere preventivo a possibili recidive del Crohn.

Seguendo scrupolosamente tutti i programmi previsti, il malato di Crohn potrà ritrovarsi in una condizione il più possibile vicina a quella precedente alla comparsa della malattia.

È a questo punto che diventa auspicabile iniziare il programma di mantenimento, che accompagnerà la persona per tutta la vita.

Articolo a cura del Dott. Pietro Tonelli - Medico Chirurgo