Come Abbassare la Calprotectina alta: il Ruolo dell'Integrazione nel Crohn e nella Rettocolite Ulcerosa
22-06-2026 22:49 -
Cos'è la Calprotectina e Perché Può Essere Alta
La calprotectina fecale è una proteina rilasciata dai globuli bianchi durante i processi infiammatori intestinali. Per questo motivo viene utilizzata come marcatore per valutare il livello di infiammazione presente nell'intestino.
Nei pazienti affetti da Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa, la calprotectina rappresenta uno degli esami più utilizzati per monitorare l'andamento della malattia e verificare l'efficacia delle terapie.
Quando il valore è elevato, la domanda che molti pazienti si pongono è: "Come posso farla scendere?".
È importante comprendere che non bisogna concentrarsi esclusivamente sul numero riportato nel referto. La calprotectina non è la causa del problema ma una conseguenza dell'infiammazione intestinale.
L'obiettivo deve quindi essere quello di individuare e correggere i fattori che mantengono attiva l'infiammazione.
Interpretazione dei valori:
L'interpretazione clinica si basa su queste soglie di riferimento: < 50 μ g/g: Valori normali. Esclude con quasi totale certezza patologie infiammatorie intestinali (IBD), orientando verso disturbi come il colon irritabile (IBS).
50 - 200 μgr/g: Zona grigia. L'infiammazione è possibile ma potrebbe essere lieve, transitoria (es. uso di antinfiammatori FANS) o indicare infezioni passeggere.
> 200 μgr/g: Forte sospetto di infiammazione intestinale organica (come il Morbo di Crohn o la Colite Ulcerosa)
Se il valore supera i 200 μgr/g siamo sicuramente in presenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale?
Un valore alto significa un morbo di Crohn o una rettocolite ulcerosa? La risposta è negativa in quanto il Crohn e la RCU sono caratterizzate da precise alterazioni a livello macro e microscopico individuabili solo tramite coloscopia con biopsia. Abbiamo visto casi con calprotectina a 1000 e colonscopia negativa.
In casi simili ci troviamo di fronte a diverse possibilità:
temporanea infezione o tossinfezione alimentare che poi tende a risolversi temporaneo processo infiammatorio dovuto ad alimentazione errata e a stress che può risolversi in modo autonomo inizio di una malattia infiammatoria cronica intestinale che non si è ancora manifestata con tutti i suoi sintomi e segni più classici
Perché la Calprotectina Non Scende?
Nella pratica clinica capita frequentemente di osservare pazienti che, nonostante terapie farmacologiche appropriate o un'apparente remissione dei sintomi, continuano a presentare valori elevati di calprotectina.
Le possibili cause possono essere molteplici:
alterazioni del microbiota intestinale
assunzione eccessiva di alimenti pro-infiammatori
sensibilità individuali verso determinati alimenti;
presenza di funghi, parassiti o altri microrganismi intestinali indesiderati;
carenza di specifici nutrienti necessari al corretto funzionamento del sistema immunitario e alla corretta riparazione dei tessuti e mucose danneggiati.
fattori legati allo stress cronico.
Per questo motivo, limitarsi a trattare il sintomo raramente rappresenta la soluzione migliore.
Come Abbassare la Calprotectina
Il Metodo che utilizziamo da anni con i pazienti affetti da Crohn e rettocolite ulcerosa:
Nel corso degli anni ho sviluppato un approccio naturopatico gastroenterico finalizzato ad aiutare l'organismo a ridurre i fattori che possono contribuire al mantenimento dell'infiammazione intestinale.
L'obiettivo non è sostituire le terapie prescritte dal gastroenterologo, ma affiancarle con una strategia personalizzata.
1. Piano Alimentare Antinfiammatorio Personalizzato
L'alimentazione rappresenta una delle basi del programma. Ogni paziente presenta caratteristiche differenti e alimenti ben tollerati da una persona possono risultare problematici per un'altra. Esiste comunque una serie di alimenti particolarmente irritanti o pro-infiammatori che possono essere esclusi dall'alimentazione di un malato di Crohn o rettocolite ulcerosa anche senza effettuare un test per le intolleranze.
Tali alimenti sono stabiliti anche dal DII il Dietary Inflammatori Index che costituisce un metodo scientifico basato su innumerevoli studi utile a determinare quanto un singolo alimento o categoria alimentare favorisca o meno l'infiammazione.
Quindi l'eliminazione o limitazione degli cibi generalmente più infiammatori unitamente all'eliminazione o limitazione degli alimenti specifici e personali individuati tramite test per le intolleranze, rappresenta la migliore strategia per abbassare l'infiammazione derivante da ciò che mangiamo.
Per questo motivo il piano alimentare viene personalizzato sulla base della storia clinica, dei sintomi e della risposta individuale agli alimenti.
2. Test Alimentare Esteso su Oltre 600 Alimenti
Nella maggior parte dei casi può essere utile approfondire la possibile presenza di alimenti poco tollerati in quanto la loro presenza contribuisce all'aumento dell'infiammazione intestinale e nel colon. Non è sufficiente togliere o ridurre solo gli alimenti notoriamente irritanti in generale, è necessaria un'analisi attenta e personalizzata degli alimenti infiammatori.
Per questo motivo utilizziamo un test alimentare che valuta oltre 600 alimenti e sostanze alimentari, allo scopo di individuare eventuali fattori che potrebbero contribuire al mantenimento dell'irritazione intestinale. Nella nostra esperienza abbiamo utilizzato e visto diversi tipi di test per le intolleranze alimentari e dopo una vasta esperienza abbiamo deciso di utilizzare il test bioenergetico di terza generazione della Daphne Lab.
3. Programma Intestinale in 5 Fasi
Uno degli aspetti più importanti consiste nel riequilibrio progressivo dell'ambiente intestinale.
Il programma è strutturato in più fasi e può comprendere:
sostegno digestivo;
supporto della funzionalità intestinale;
Riequilibrio del microbiota.
Aiutando l'organismo ad eliminare funghi, batteri, virus e parassiti. Questo è un aspetto fondamentale poco compreso: la proliferazione degli agenti patogeni costituisce un fattore nascosto che tende a perpetuare l'infiammazione. Si tratta di uno dei punti più critici che spiega il motivo per cui la sola azione antinfiammatoria spesso non ottiene il risultato sperato.
L'infiammazione è l'ultimo anello della catena, risalire a monte ed indirizzare le cause è la chiave per abbassare l'infiammazione in modo stabile.
Supporto della mucosa intestinale;
mantenimento dei risultati ottenuti.
Ogni fase viene personalizzata in base alle esigenze specifiche del paziente.
4. Integrazione MirataNella mia esperienza professionale, l'integrazione rappresenta spesso uno degli strumenti più utili per favorire nel tempo una riduzione della calprotectina.
L'obiettivo non è agire direttamente sul valore dell'esame, ma sostenere i fisiologici processi di riequilibrio dell'intestino.
Supporto dei Fisiologici Processi AntinfiammatoriTra i formulati più frequentemente utilizzati vi sono prodotti contenenti:
curcumina ad alta biodisponibilità;
boswellia;
altre sostanze naturali ad azione antiossidante e di supporto ai fisiologici processi antinfiammatori.
Un esempio è rappresentato da Fito-Antifla, un formulato che associa curcumina ad alta biodisponibilità e boswellia.
Supporto dell'Equilibrio Microbico IntestinaleQuando necessario possono essere utilizzati programmi specifici destinati a favorire il riequilibrio dell'ecosistema intestinale.
Tra questi rientrano formulati come:
Paracitinib;
Permici.
La scelta viene sempre personalizzata in funzione delle caratteristiche individuali del paziente.
Supporto della Mucosa IntestinaleIn presenza di una mucosa intestinale irritata possono essere utilizzate sostanze tradizionalmente impiegate per il sostegno delle funzioni intestinali, come ad esempio aloe e altri formulati specifici.
L'Importanza del MonitoraggioLa riduzione della calprotectina richiede generalmente tempo e costanza.
Per questo motivo è utile monitorare periodicamente il valore attraverso gli esami consigliati dal proprio medico, valutando l'andamento nel corso dei mesi.
In molti casi il miglioramento dei sintomi precede la normalizzazione completa della calprotectina.
Conclusioni
Quando la calprotectina risulta elevata è importante ricordare che il problema non è il valore dell'esame in sé, ma l'infiammazione intestinale che ne determina l'aumento.
Nella mia esperienza con pazienti affetti da Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa, i risultati migliori si ottengono generalmente attraverso un approccio globale che comprende alimentazione personalizzata, valutazione delle possibili sensibilità alimentari, riequilibrio intestinale e integrazione mirata.
L'obiettivo finale non è semplicemente abbassare un numero sul referto, ma favorire il recupero dell'equilibrio intestinale e il miglioramento del benessere generale della persona.