17 Agosto 2017
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ARTICOLI TECNICI

METODO AGGIUNTIVO AI PROTOCOLLI PER IL CROHN E LA RCU

23-06-2014 22:06 - MORBO DI CROHN
In effetti parlare di nuovo trattamento può creare un po´ di confusione visto che tutti i protocolli per il Crohn esposti in questo sito sono già alquanto innovativi. Per spiegare il significato di questo articolo bisogna partire dallo studio pubblicato su questo sito sui risultati di applicazione dei protocolli naturopatici per il Crohn per un periodo di due anni pubblicato nel dicembre del 2012.

Tale studio segnalava una percentuale di ben 80% di malati di Crohn che riscontravano miglioramenti da soddisfacenti a ottimi e sicuramente superiori a quelli precedentemente ottenuti con la farmacologia classica dagli stessi malati.

Da allora un anno e mezzo è passato e molte altre persone hanno seguito tali protocolli per il Crohn confermando tale percentuale. Pur essendo un ottimo risultato ciò significa anche che un 20% non ha ottenuto i risultati sperati. Decisi quindi di intraprendere una ricerca per estendere al di sopra di 80 la percentuale di persone malate di Crohn o di retto-colite ulcerosa che poteva recuperare una migliore qualità di vita.

Il risultato di tale ricerca ha portato alla seguente conclusione che è stata confermata poi dai fatti:

Se si mette tutto l´apparato digerente a riposo per un certo periodo di tempo, fornendo contemporaneamente tutti i nutrienti necessari, i programmi naturopatici che prima sembravano non funzionare (o funzionavano in modo lento) ora funzionaranno adeguatamente.

Ho utilizzato questo metodo su quel 20% che non otteneva risultati e di quel 20% ora il 60% comincia ad averne, in altre parole i sintomi classici come dolore, diarrea, stanchezza, flatulenza, borborigmi ecc. cominciano a diminuire laddove prima sembrava impossibile o molto difficile ottenere dei cambiamenti.

Ciò è un ulteriore passo avanti in quanto eleva la percentuale dei malati che possono ottenere miglioramenti dall´80 al 92%.

Apparentemente c´è una contraddizione nella frase appena espressa: "si mette tutto l´apparato digerente a riposo per un certo periodo di tempo, fornendo tutti i nutrienti necessari" eppure non lo è se la persona riceve un´alimentazione esclusivamente liquida che contenga tutti i nutrienti necessari come aminoacidi, carboidrati, grassi, vitamine, minerali. Vi sono diversi modi di conseguire un tale risultato e si basano tutti su polveri da sciogliere in un liquido e che contengano i nutrienti necessari in una forma pre-digerita. In tal modo l´apparato gastroenterico pur ricevendo tutti i nutrienti viene in gran parte messo a riposo. Oltre alle polveri sono ovviamente consentiti fluidi adatti come spremuta di pompelmo, limone, centrifuga di carota ecc.

Con l´apparato digerente a riposo e non sottoposto allo stress della digestione la persona assume tutti gli integratori del classico protocollo intestinale per il Crohn come descritto negli altri articoli ed in tali condizioni il protocollo naturopatico è ora in grado di funzionare più facilmente.

Il motivo per cui tale approccio funziona è anche intuitivo. E´ noto da tempo l´effetto terapeutico del digiuno e le molte guarigioni miracolose verificatesi dopo un digiuno, solo che un digiuno vero e proprio non è proponibile ai malati di Crohn a causa della loro condizione spesso compromessa e debilitata, ecco perché si parla di un semi-digiuno controllato.

In assenza di cibo si mettono in moto meccanismi di auto-detossificazione ed auto-riparazione. Anche tali meccanismi richiedono però energia, ecco perché il semi-digiugno controllato (con alimentazione completa ma liquida) ottiene migliori risultati rispetto ad un vero e proprio digiuno con questo tipo di malattie.

Un organo messo a riposo ha molte più possibilità di riprendersi rispetto ad un organo malato ma mantenuto in piena attività (questo è un concetto molto noto alla medicina ufficiale quando il retto, sigma e parte del colon vengono messi a riposo tramite una stomia per essere poi successivamente ricollegati) inoltre una mucosa intestinale irritata viene ulteriormente sollecitata anche dal semplice passaggio di cibo - qualunque cibo - indipendentemente da allergie o intolleranze poiché si tratta di una sollecitazione fisica e meccanica oltre che biochimica. Normalmente l´intestino è perfettamente in grado di far fronte a tali sollecitazioni anzi . . . è fatto apposta per esserne in grado ma non nel malato di crohn la cui funzionalità della mucosa enterica sia compromessa oltre un certo limite.
Erosioni, afte e ulcere, alterazioni della mucosa spesso presenti nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, si possono risolvere più facilmente in assenza degli stimoli meccanici derivati dall´assunzione di cibo in forma solida a condizione che vengano forniti tutti i nutrienti normalmente necessari per la riparazione di tessuti danneggiati.

In tale condizione è necessario fornire all´organismo cibi già pre-digeriti in modo da ridurre al minimo ogni tipo di sollecitazione alla mucosa gastro-enterica e favorirne così una guarigione più rapida.

Va tenuto presente che in condizioni di normale salute l´organismo ha comunque bisogno di tutti i nutrienti essenziali inclusi quelli necessari al rinnovamento dei tessuti visto che ogni tessuto fisiologicamente si rinnova continuamente. In condizioni di malattia aumenta considerevolmente il bisogno di specifici nutrienti e tale fabbisogno è peggiorato dal fatto che, in presenza di malattie intestinali spesso vi è un deficit di assorbimento che aumenta ulteriormente il fabbisogno.

La medicina ufficiale conosce benissimo anche questo meccanismo di guarigione; quando un malato di Crohn viene ricoverato per sub-occlusione (blocco intestinale) spesso si riprende tramite alimentazione per via esclusivamente endo-venosa in assenza di alimenti solidi.

Ci si potrebbe ora chiedere per quale motivo tale metodo non venga utilizzato immediatamente assieme agli altri protocolli naturopatici. Il motivo è che ciò implica alcune difficoltà:

1) il semi digiuno impedisce un normale dispendio di energie ed anzi è consigliabile ridurre al minimo le attività fisiche e
2) i costi del programma aumentano visto che si rimpiazza tutta l´alimentazione con prodotti specifici.

Per tale motivo tale programma di semi-digiuno controllato da affiancare ai classici protocolli naturopatici è consigliabile solo laddove non vi siano sufficienti miglioramenti con i programmi classici.

Per coloro che utilizzano tale metodo, una volta innescato il meccanismo di auto guarigione non sarà più necessario continuare con il semi-digiuno controllato ma sarà sufficiente seguire i classici protocolli.
Di solito il semi-digiuno controllato dura circa un mese.

In assoluto non è comunque sconsigliabile in generale iniziare già con il semi-digiuno controllato; se uno ha il tempo e la disponibilità per eseguire un tale programma, ciò potrà sicuramente determinare una guarigione più rapida rispetto al solo uso dei protocolli classici.

Probabilmente, volendo essere realistici, non sarà possibile raggiungere il 100% di malati di Crohn che migliorano in modo soddisfacente ma essere arrivati al 92% costituisce già un ottimo risultato.

Tutto ciò in considerazione che uno utilizzi solo un i protocolli naturopatici. E´ però possibile nei casi più difficile utilizzare contemporaneamente sia l´approccio naturopatico che quello farmacologico. Nei casi (che per fortuna rappresentano una minoranza) in cui i risultati del solo protocollo naturopatico non siano soddisfacenti si utilizza quello che sarebbe il normale approccio farmacologico prescritto dal gastroenterologo oltre ad un programma naturopatico. Anche qui l´esperienza sembra dimostrare che l´unione fa la forza in quanto si ottengono miglioramenti che prima non era possibile ottenere con uno solo uno dei due approcci.

L´idea in questo caso è di utilizzare la terapia farmacologica per un tempo limitato e per risolvere fasi acute gravi fino al punto in cui il protocollo naturopatico sarà in grado di apportare da solo miglioramenti.

L´utilizzo di entrambi gli approcci

Come già specificato in altri articoli e come evidente dal metodo appena qui esposto non si parla di "curare" la malattia di Crohn bensì di ripristinare quelle condizioni necessarie ad innescare i naturali processi di auto-guarigione.


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